Gianni Martini* e Angelo Lari

Terra di Langhe

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Per la ricchezza e l’estensione del territorio, Cuneo è esposta a inevitabili fenomeni di nomadismo criminale. L’impegno della polizia per una città a misura d’uomo

Terra di Langhe

uella di Cuneo è una provincia particolare: mezzo milione di abitanti, 250 Comuni, sette città sorelle (oltre a Cuneo, Alba, Bra, Fossano, Mondovì, Saluzzo e Savigliano), che oscillano tra i 50 mila abitanti del capoluogo e i 20-30 mila delle altre. Campanili si dice da queste parti, per indicare che ogni città ha la sua storia e le sue fortificazioni, con personaggi, giornali, scuole e produzioni che la rendono orgogliosa della propria unicità e diversità. Cuneo è città di confine a mezz’ora d’auto dalla Francia, a un’ora dal mare della Costa Azzurra. Ha una storia gloriosa, antica (resistette senza capitolare a sette assedi) e recente: qui nacque la Resistenza dopo l’intervento di Duccio Galimberti che chiamò gli italiani alle armi contro le truppe naziste. È una città di studi (Università e Politecnico), d’arte e di cultura (ogni anno in novembre accoglie Scrittori in città che richiama poeti e artisti da tutto il mondo). È turistica (il martedì ospita un mercato dove la lingua più parlata è il francese grazie alle migliaia di arrivi da Oltralpe) e benestante: qui la disoccupazione è tra le più basse d’Italia. A trovargli un difetto c’è da dire che Cuneo è uno dei pochi capoluoghi provinciali a non essere (ancora) toccato da un’autostrada. Una situazione che ha reso difficile lo sviluppo industriale ma che ha anche contribuito a limitare le infiltrazioni delle organizzazioni malavitose. Pochi gli episodi di criminalità. “Una città a dimensione d’uomo dove ci si conosce un pò tut

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01/10/2005