Annibale Paloscia

Cosa c’è di nuovo

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Cosa c’è di nuovo

La polizia è tra le prime istituzioni, se non la prima, che avverte i cambiamenti della società, come mutano i costumi, la morale, l’economia, i bisogni, le comunicazioni, le tecniche. Per essere all’altezza dei suoi compiti la polizia deve continuamente rinnovarsi e riformarsi. Dove è il nuovo oggi? L’inserto che qui pubblichiamo ci aiuta a vederlo e a capirlo. E, quindi anche, a fare qualche considerazione sulla base di dati veritieri.
 Quando oggi si sente dire, specie dai giovani poliziotti, che la riforma non c’è più, c’è qualcosa di vero nel senso che il poliziotto di oggi è preparato ad affrontare situazioni ed esigenze nuove rispetto a quelle degli anni Ottanta. Ma la riforma del 1981 resta una pietra miliare, la legge di ordinamento più importante dopo le due capitali leggi che trasferirono dalle autorità militari al ministero dell’Interno la direzione politica e operativa dell’ordine e della sicurezza pubblica: la legge albertina del 30 settembre 1848 che istituì l’amministrazione della pubblica sicurezza e la legge 11 luglio 1852 che fondò il corpo delle guardie di pubblica sicurezza. La centralità della pubblica sicurezza nella difesa della società dal disordine e dalla violenza, cardine della visione albertina, fu confermata dalle istruzioni Ricasoli del 1867, che già avvertivano l’imprescindibile esigenza del coordinamento, e dalla istituzione della direzione generale della Ps, voluta da Crispi nel 1887, come “garanzia di unità di indirizzo”.

Le leggi di Ordinamento
Nella secolare vicenda dello Stato nazionale le leggi di ordinamento e riordinamento presentano un quadro frammentato, che da una parte riconosce all’autorità civile di polizia un ruolo di guida nelle strategie della sicurezza, dall’altro è vago sui riferimenti statuali. È merito della riforma dell’81 aver fatto chiarezza, laddove definisce i ... ...


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01/05/2005