Raffaele Lupoli

Nuova vita ai rifiuti

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Sedie, buste e perfino maglioni: dal riciclo dei nostri scarti si può ottenere di tutto. A patto di rispettare la raccolta differenziata

Nuova vita ai rifiuti

I favorevoli li chiamano termovalorizzatori, i contrari invece inceneritori. Poi ci sono gli impianti Cdr, che producono combustibile da rifiuti. Ormai sono entrati nel linguaggio comune anche termini come compost, percolato o “tal quale”. Nei mesi scorsi poi le autostrade sono state più volte invase da cittadini che protestavano. C’è chi ha parlato di sindrome Nimby, che non è una forma di Sars né la variante umana della mucca pazza. È l’acronimo di “Not in my back yard”, “Non nel mio cortile”. Epicentro del fenomeno la Campania, dove l’emergenza rifiuti è ormai ordinaria amministrazione. Ma in tutta Italia sono numerose le mobilitazioni contro discariche e impianti di incenerimento, accusati di comportare gravi rischi per la salute umana. In mezzo a tante “ecoballe” – che non sono bugie ecologiche ma cumuli di scarti omogenei impachettati per l’esportazione o per diventare Cdr – spesso si perde di vista una delle poche “eco-certezze” che riguardano il ciclo dei rifiuti: la fondamentale importanza della raccolta differenziata.

Le quattro R
Su un punto, fautori e oppositori dell’incenerimento, amministratori e ambientalisti, sembrano d’accordo: “A finire in fiamme devono essere solo i rifiuti non riutilizzabili né riciclabili, che si possono bruciare per produrre energia”, afferma Andrea Miorandi, ingegnere ambientale e collaboratore della Idecom, azienda che svolge attività di formazione e comunicazione in materia di rifiuti e di consulenza sulla raccolta differenziata. Quella del recupero energetico è solo l’ultima delle quattro R che caratterizzano la corretta gestione dei rifiuti. La prima è la riduzione. È necessario che le aziende si impegnino a produrre meno scarti e che i cittadini siano incentivati ad adottare stili di vita ... ...


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01/04/2005