Pino Bianco

La Stradale che indaga

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Hanno il compito di smascherare traffici internazionali di auto e di patenti false, frodi ai caselli delle autostrade. Sono le squadre di polizia giudiziaria, una per ogni comparto della specialità

La Stradale che indaga

L’ultima truffa era geniale nella sua semplicità: si noleggia un’auto di grossa cilindrata, quasi nuova, si supera il confine con la Slovenia con i documenti originali, senza problemi. La macchina in questo Paese cambia identità e prosegue verso est con libretti, tagliandi di assicurazione e tutto il resto falsi. In Romania o in Ungheria c’è pronto qualcuno disposto a pagare in contanti. Nel frattempo in Italia si denuncia il furto dell’auto, con doverosa comunicazione alla società di leasing. Migliaia di euro a colpo, guadagnati senza fatica, moltiplicati per cinquanta, tante sono, almeno per ora, le auto che risultano sparite.
Sembrava un commercio senza fine, ma la squadra di polizia giudiziaria della Stradale di Roma ha deciso di indagare più a fondo sui troppi furti di auto noleggiate subìti sempre dagli stessi personaggi e ha scritto la parola fine al film visto troppe volte. Tra i dodici arrestati una giovane donna ungherese che curava i rapporti con l’estero della banda.

È l’ultima impresa scoperta dall’altra faccia della polizia stradale che, non sempre con sirena e lampeggiante, spesso con donne e uomini in borghese si occupa di tutti i reati che vengono commessi dentro e intorno al mondo dei trasporti su strada. E ce n’è per tutti i gusti: patenti autentiche vendute senza formalità da funzionari disonesti, patenti falsificate, documenti delle vetture contraffatti, vendita di auto senza trascrizione del passaggio di proprietà, e il classico tra i reati, il “taroccamento” di auto rubate e il loro contrabbando all’estero con ogni mezzo e ogni ... ...


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01/02/2005