Teo Betti

Guantoni d’Italia

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Il panorama del pugilato di casa nostra. Dai campioni di ieri alle promesse di oggi. Gli atleti delle Fiamme oro

Guantoni d’Italia

Incontri un amico di vecchia data col quale hai vissuto la passione per il pugilato e affiora l’amarcord. “Ti ricordi? Ti ricordi quei match dove si tifava come per un derby di calcio?” Certo che lo ricordo, ma è roba d’altri tempi. Purtroppo la boxe è uscita dalla cultura popolare. Scrisse Gianni Brera, grande appassionato di boxe: “Il pugilato è gladiatorismo nel senso più schietto della parola. Tu sei molto povero ma coraggioso nelle più riposte fibre del tuo cuore, e allora fai del tuo corpo quello che solo potrebbe uno stoico eroe”. Esaltazione lirica. Solo che oggi la povertà vera, fortunatamente, si riscontra solo in alcune sacche periferiche e pochi sono coloro che vogliono tentare il difficile mestiere di pugile.
Nel nostro piccolo orticello i pochi (due?) organizzatori che contano lavorano con difficoltà per due motivi essenziali: lo scarso apporto della televisione nazionale, che quando va bene trasmette l’avvenimento in ore antelucane e, quando accade, offrono cifre ridicole agli organizzatori. Quando non c’è spazio nei palinsesti, si dirottano gli avvenimenti su Rai Sport Sat. Difficile allestire confronti tecnico-spettacolari per mancanza di “materiale”. Attualmente abbiamo un campione europeo dei leggeri, Stefano Zoff. È di Monfalcone, ha 38 anni, ma l’età non lo spaventa. È coraggioso, va dove lo porta il cuore. Una vita piena di pugni non ripagata dal lato economico. Il pugilato insegna a sopravvivere soffrendo e ... ...


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01/11/2004