Fabio Massimo Splendore

Campioni in maglia cremisi

Le Fiamme oro compiono 50 anni. I successi degli atleti in divisa: da Berruti a Masala, Andrei e Cerioni. E dietro l’angolo le Olimpiadi di Atene

Campioni in maglia cremisi

Scorrono i giorni di un anno da ricordare per le Fiamme oro. Il Gruppo sportivo della Polizia di Stato, diretto da Antonino Errante Parrino, si prepara per i Giochi olimpici di Atene e nello stesso tempo aspetta il suo Cinquantennale, fissato per il prossimo 20 novembre. Un appuntamento con la storia, una storia carica di vittorie. Polizia di Stato e sport, un binomio non solo agonistico ma anche professionale: sul ruolo che la formazione sportiva può avere nell’espletamento di determinate mansioni di polizia c’è molta letteratura ed esistono particolari discipline come gli sport d’arma o l’equitazione (anche le arti marziali per certi versi) che hanno molti punti di contatto con la realtà quotidiana dell’operatore di polizia. È altrettanto un dato di fatto che tanti atleti, una volta terminata la carriera agonistica vengano collocati in determinati servizi di polizia, anche particolarmente delicati.

Atleti mondiali
Dal 1954, anno della loro costituzione, le Fiamme oro hanno avuto cinquant’anni di successi a livello nazionale e internazionale. Li potremmo raccontare attraverso una galleria senza fine di campioni in maglia cremisi che hanno scritto pagine importanti di sport, da Livio Berruti nell’atletica ad Alessandro Andrei nel getto del peso, da Daniele Masala nel pentathlon a Stefano Cerioni nel fioretto, da Giorgio Lalle nel nuoto, a Luca Massaccesi nel taekwondo (arte marziale coreana), fino ai campioni di oggi, Andrea Longo negli 800 metri e Alessandro Lambruschini nel mezzofondo, Karen Putzer, Daniela Ceccarelli e Davide Simoncelli nello sci, Giuseppe Maddaloni nel judo, Nicola Franceschina nello short track (gare di velocità di pattinaggio su ghiaccio), Vincenzo Chimirri nell’equitazione, Daniele Di Spigno nel tiro a segno, Laura Peyrot nello sci di fondo. E con loro tanti altri.

Tutte le medaglie
La storia delle Fiamme oro si riassume in alcuni numeri emblematici che fanno del gruppo una delle polisportive più grandi e più vincenti d’Europa: 53 medaglie olimpiche, 100 titoli mondiali, 150 titoli europei e oltre duemila titoli italiani.
L’attività si svolge nei nove centri nazionali disseminati sul territorio: le Fiamme oro sono impegnate in 34 discipline sportive con circa 400 atleti. Quattro centri nazionali sono a Roma: nel Centro polifunzionale di Spinaceto ci sono il settore sport d’armi e tiro (scherma, tiro a segno, tiro a volo, pentathlon moderno e triathlon), quello di sport di combattimento e pesi (pugilato, lotta, judo, karate e pesistica) e quello di sport acquatici (nuoto, tuffi, salvamento e nuoto pinnato). Presso il I Reparto mobile di Roma c’è il settore rugby, presso il II Reparto mobile di Padova l’atletica leggera, che vuol dire velocità, mezzo fondo, fondo, maratona, marcia, ostacoli, salti, lanci e prove multiple. Il settore equitazione, che era a Tor di Quinto, sta traslocando a Ladispoli, sul litorale capitolino. Presso l’Istituto per sovrintendenti e di perfezionamento per ispettori di Nettuno c’è il settore taekwondo. La città di Latina è la base per gli sport remieri (canoa, kayak e canottaggio). Il Centro addestramento alpino di Moena è il quartier generale degli sport alpini, dallo sci al fondo, al free-style, al biathlon, al bob, al pattinaggio, all’orientamento, all’arrampicata. A Milano, presso il Compartimento della polizia stradale, fa base il settore motociclismo (velocità, cross, trial ed enduro).

Pallanuoto olimpica
Nell’arco di questi cinquant’anni di storia ha avuto una parentesi importante e ricca di successi la pallanuoto: basterebbe pensare al podio più alto vinto nel 1960 alle Olimpiadi di Roma, dalla squadra azzurra con le fiamme oro Giuseppe D’Altrui, Mario Bardi, Brunello Spinelli e Amedeo Ambron. I cremisi, per un breve periodo, si sono anche cimentati nell’avventura del rally in auto con buonissimi risultati.
Ne è passato di tempo da quella medaglia d’oro nei 200 metri piani con cui Livio Berruti portò l’Italia e le Fiamme oro in prima pagina. Erano le Olimpiadi di Roma del 1960, da allora il Gruppo sportivo della Polizia di Stato ha vinto tantissimo. Ci sono stati momenti di inevitabile taglio alle risorse dedicate allo sport – tra gli anni ‘70 e gli anni ‘80, gli “anni di piombo” – a cui sono seguite fasi di grande rilancio. Dal 1984, l’edizione di Los Angeles, a oggi, gli atleti della Polizia di Stato chiamati alle Olimpiadi sono sempre saliti sul podio. Il volto di Berruti è uno di quelli che ha fatto epoca, ma non è ovviamente il solo ad aver segnato la storia cremisi. Non molti, ad esempio, ricordano che gli anni ‘70 dello sci, quelli della Valanga azzurra di Piero Gros e Gustavo Thoeni, videro quattro sciatori delle Fiamme oro protagonisti di quella grande squadra: il compianto Ilario Pegorari, Stefano Anzi, Giuliano Besson e Tino Pietrogiovanna.

Da Bud a Valentina
Pietrogiovanna in particolare fu uno dei protagonisti di quel 7 gennaio 1974 a Berchtesgaden, in Germania, dove la Valanga azzurra conquistò i primi cinque posti (e il quinto fu proprio per lo sciatore in divisa) nel terzo slalom gigante dell’ottava edizione di Coppa del Mondo. Ma la galleria dei campioni è davvero ricca di grandi nomi. Qualcuno anche di grido nel mondo del cinema, come Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer: lui è rimasto celebre per essere stato il primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 stile libero. Curioso il fatto che nella stessa impresa, il primo al mondo sia stato un altro attore, l’americano John Weissmuller: il mitico Tarzan. E un altro nome che viene in mente è quello, in tempi molto più recenti, di Loris Capirossi, vice campione del mondo di motociclismo nel 1993 nei 250 cc.. Loris all’epoca era all’inizio della sua carriera, per tanti anni ha continuato a correre con il simbolo della Polizia di Stato sul casco.
Oggi il volto vincente delle Fiamme oro è quello di Valentina Vezzali, campionessa individuale e a squadre di fioretto a Sydney 2000, campionessa del mondo di specialità nel 2001 e nel 2003, campionessa del mondo a squadre nel 1998 e nel 2001, vincitrice di sette Coppe del Mondo. Ha vinto e vuole continuare a vincere, sogna un futuro nella Polizia di Stato quando deciderà di scendere definitivamente dalla pedana. Con Valentina tante altre ragazze danno un tocco di femminilità alle vittorie delle Fiamme oro: c’è Margherita Zalaffi nella spada. Dopo Lara Magoni lo sci ha vinto con Karen Putzer e Daniela Ceccarelli, il fondo con Lara Peyrot, il taekwondo con Pamela Agostinelli.
Tra le iniziative legate alla festa dei 50 anni del gruppo sportivo c’è proprio l’elezione del campionissimo delle Fiamme oro, che avverrà tramite Internet: il sito web della Polizia di Stato fornirà l’elenco di una ottantina di atleti di ieri e oggi per il voto on line degli sportivi navigatori.
Le Olimpiadi di Atene ormai alle porte rappresentano un grande stimolo per confermarsi protagonisti e mantenere alto il nome del gruppo sportivo nel panorama nazionale e internazionale. Ed è in questa ottica che, per garantire una squadra qualitativamente sempre al massimo, è recente lo strumento formalizzato dal decreto presidenziale 393 del 29 dicembre scorso, che consentirà l’accesso degli sportivi nella Polizia di Stato mediante concorso specifico.
Un concorso, nell’ambito di un contingente complessivo che non superi le quattrocento unità, riservato ad atleti riconosciuti di interesse nazionale. Questo cambierà ovviamente lo scenario rispetto a quanto è accaduto fino a oggi, quando gli atleti potevano entrare a far parte della Polizia di Stato attraverso il concorso per allievi agenti o (solo per i ragazzi) con l’arruolamento degli ausiliari. Adesso esiste una strada diretta per un futuro sempre più grande. 

01/04/2004