Un gioco?

Un gioco, quello del calcio? Uno spettacolo? Uno sport? Forse era così un tempo, oggi è soprattutto un affare da centinaia di milioni, in euro, sul quale a quanto pare né società né atleti hanno pagato interamente le tasse. È anche una questione di ordine pubblico, in qualche caso di pura delinquenza e puro vandalismo. Deve essere altro il divertimento che viene dal praticare o assistere a manifestazioni sportive. Se sostituiamo la palla ovale a quella sferica, già  cambia tutto. Vedi il rugby: sul campo è possibile che qualcuno si faccia male, ma si rialza e, se ce la fa, continua a giocare senza fare sceneggiate o insultare l’arbitro. E dalle gradinate gli applausi per una bella azione arrivano da entrambe le tifoserie sedute fianco a fianco. Tradizione vuole, poi, che tutti gli incontri, da quelli dei ragazzini che sui campetti di periferia si sbucciano le ginocchia e si infangano felici, a quelle dei grandi del mondo nel torneo delle “Sei Nazioni” (nel quale, per inciso, gli italiani non sono più ultimi) si concludano con il “terzo tempo”, il dopopartita che vede gli avversari sul terreno di gioco seduti allo stesso tavolo dell’osteria o del pub  per mangiare e bere insieme e commentare gli scontri e le mischie che hanno avuto un’ora prima.
Lo sport, sia pure spettacolarizzato dai media, è altra cosa che il calcio di questi tempi, che provoca risse e accoltellamenti anche tra i tifosi di squadre di paese. È quello di chi si allena, suda. Si danna e fatica per un decimo di secondo o un centimetro in più, per una medaglia che frutterà il titolo di cavaliere della Repubblica. Lo sport deve essere divertimento e sacrificio, gioia e dolori, entusiasmo e momenti di abbattimento. Umano. Sul calcio spettacolo stramiliardario sono intervenute forze economiche che di sportivo hanno poco. È degenerato in qualcosa di incontrollabile e il tifoso ultras è un professionista della violenza, contro l’opposta fazione o meglio contro le forze dell’ordine, duramente impegnate nel garantire l’ordine pubblico. Sarà difficile rimettere insieme il giocattolo rotto, ma bisogna farlo perchè una moltitudine di persone ama questo spettacolo e vuole guardarlo senza rischiare un razzo in faccia. Nell’attesa, che potrebbe essere non breve, pensiamo ad altro, all’altro sport, a quello che si avvia verso le Olimpiadi di Atene, a quello che vede impegnati anche gli atleti della Polizia di Stato in cerca di risultati di prestigio.
01/04/2004