Pino Bianco

In servizio tra le nuvole

Ogni mattina i piloti della Polizia si alzano in volo per vigilare sulle nostre città. Con tanta preparazione e professionalità

In servizio tra le nuvole

I gesti sono quelli di tutti i giorni, ma non sono routine, nessuno può permetterselo. Si tolgono le protezioni alle pale e agli ingressi d’aria dei motori, si controllano gli strumenti, le cinture di sicurezza, le maniglie. Con la calma e la velocità di chi fa queste cose per mestiere, con grande sicurezza. Un elicottero, un aereo, vanno dove non ci sono meccanici nè serbatoi di carburante, nulla si deve lasciare al caso. Gli uomini del Servizio aereo della polizia lo danno per scontato, bisogna prevedere tutto, cercare la perfezione.
Il lavoro non conosce tempi morti. Controllo del territorio, la mattina,  soprattutto pensando alle rapine in banche e uffici postali e restando lassù, intorno ai mille piedi (trecento metri circa) pronti a segnalare strani movimenti o a guidare gli inseguimenti. Quando ci sono manifestazioni, o partite di calcio a rischio, bisogna accorgersi in tempo di qualsiasi spostamento di folla, che possa portare a scontri o assalti. E poi, in tutti i weekend di gran traffico come nelle settimane delle ferie, controllare dall’alto le code su strade e autostrade, segnalare ai colleghi della Stradale le infrazioni più gravi (soprattutto transito in corsia d’emergenza, sorpassi azzardati) indicare in tempo gli incidenti e le conseguenti possibilità di rallentamenti.

Mini scooter anti-code
Vengono impiegati gli aerei P68, qualche volta dotati di telecamera per fornire alle sale operative immagini in diretta: velivoli a sei posti, da 284 chilometri orari di crociera, capaci di restare in volo quattro ore, il tempo per andare da Roma a Milano e tornare indietro.
Sull’Appennino, lungo il percorso dell’autostrada del Sole, in caso di incidenti e blocchi del traffico, spesso le auto della Stradale non possono muoversi, neppure sulla corsia d’emergenza. Tocca allora all’elicottero atterrare vicino al luogo del disastro – e spesso prestare i primi soccorsi – fornire ai colleghi rimasti lontani un quadro della situazione, soccorrere, se ci sono, i feriti. In queste occasioni si possono usare addirittura dei mini-scooter che permettono di muoversi agilmente anche in un groviglio di auto ferme e che sono utilizzati anche dagli uomini delle Stradale. Comodi, dicono.

La scuola di Pratica di Mare
Il Servizio aereo della Polizia di Stato dipende dal Dipartimento della pubblica sicurezza. Tutti i piloti (ci sono anche sette donne), dopo il brevetto conquistato con i corsi dell’Aeronautica militare, a Latina o a Frosinone, sono formati come specialisti “in casa”, a Pratica di Mare. Nell’aeroporto tra mare e tenuta presidenziale di Castelporziano, in coabitazione con Aeronautica militare, vigili del fuoco, carabinieri e finanzieri, ha sede uno degli undici reparti volo, quello che copre Lazio e Umbria diretto da Giovanni Giuliati. Qui ci si deve occupare di Roma, e non è una cosa semplice vista la quantità di manifestazioni, di visite di ospiti illustri da proteggere che avvengono nella capitale.

Destinazione Fiumicino
Sull’elicottero di maggiori dimensioni, l’AB 212, che decolla per il suo quotidiano giro di controllo del territorio siamo in sette e si sta larghi. Il velivolo può portare dieci persone, un paio di barelle. Può essere equipaggiato con la telecamera collegata alle sale operative. Insieme a noi decolla un elicottero più piccolo, l’A 109, che come tutti i giorni ronza intorno all’aeroporto internazionale di Fiumicino per controllare l’intero perimetro quando sono previsti arrivi o decolli di voli a rischio. Oggi c’è un aereo israeliano El-Al che oltretutto parte con molto ritardo: si scoprirà poi che c’era un bagaglio sospetto, e che si sono dovuti rifare tutti i controlli. Roba di ordinaria amministrazione da mesi, ormai, che fa stare in tensione anche se poi tutto finisce bene.
Il volo su Roma, sebbene per l’equipaggio ormai sia routine quotidiana, è naturalmente spettacolare. Ma permette anche di rendersi conto di quanto sia utile questo servizio, che consente al co-pilota osservatore di individuare senza errori ogni situazione sospetta o rischiosa. In una giornata normale si vedono soltanto i tradizionali ingorghi di traffico. Pochi giorni fa, alle porte della capitale, lungo la via Cassia, il pilota ha scoperto una piantagione di marijuana. “In mezzo alle stoppie c’era questo verde troppo verde – racconta Pasquale Barrasso – Anche da cento metri si capiva che era qualcosa di strano da quelle parti. Vicino a un fosso, poi... Abbiamo segnalato la scoperta, i nostri sospetti erano giusti. Una bella soddisfazione”.

Volare per passione
L’enorme macchia verde della tenuta presidenziale ci passa sotto, la spiaggia di Ostia si intravede appena più in là. Poi è l’Eur, la zona archeologica, il Colosseo. I turisti alzano gli occhi verso il velivolo blu senza sorpresa, gli elicotteri in servizio di prevenzione sono la norma in tutte le grandi città. Se ci fosse un’automobile sospetta, si riuscirebbe quasi a leggere la targa, ma oggi è una giornata tranquilla, il traffico in uscita dalla città è intenso ma scorrevole, come direbbero i bollettini delle strade. Passiamo sui palazzi del potere, Montecitorio, il Senato, il Quirinale, il Campidoglio, splendidi nel loro equilibrio architettonico anche visti dall’alto.
Il pilota e il co-pilota Massimo Di Graci, hanno centinaia di ore di volo alle spalle. Spesso con compiti difficili. Gli elicotteri della polizia non sorvegliano soltanto. Vengono per esempio usati per l’addestramento dei ragazzi del Nocs, e quindi scende fino quasi a sfiorare il suolo per permettere a questi specialisti di saltare a terra con armi e attrezzatura. O soccorrere qualcuno in mare. O atterrare in luoghi che sembrerebbero impossibili, se è necessario. Ma i piloti della polizia sono in grado di affrontare qualsiasi situazione. “La passione è tanta e conta – dice Rosalba Pistella, vice dirigente del reparto, prima donna a conquistare il brevetto di elicotterista – Non si può fare a meno di volare, soprattutto quando ti rendi conto, in mille occasioni, che svolgi un lavoro utile per i cittadini. Quando riusciamo ad aiutare qualcuno in difficoltà si è veramente soddisfatti e ci capita spesso”.  

01/10/2004