Antonella Fabiani

Irresistibile Tosca

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Una lunga carriera tra cinema e teatro, ora anche poliziotta nei Bastardi di Pizzofalcone. L’attrice racconta questa esperienza e la passione per il suo lavoro

Tosca D

Solare, traboccante simpatia, interprete di molti ruoli comici, l’attrice Tosca D’Aquino ha una forza e un’energia che rendono indimenticabili le sue interpretazioni, anche grazie alla naturalezza con cui riesce a portare in scena il suo talento. Mentre l’aspettiamo di nuovo sul piccolo schermo nei panni della poliziotta Ottavia nel commissariato dei Bastardi di Pizzofalcone, di cui sono cominciate le riprese della seconda serie (con la regia di Alessandro D’Alatri), potremo vederla prossimamente al cinema in una divertente commedia, Una festa esagerata, scritta e diretta da Vincenzo Salemme. Raggiunta al telefono ci parla di come si è sentita nei panni di una poliziotta e della sua carriera come attrice. 

Hai già interpretato la poliziotta in Volesse il cielo (2002) e ora nei Bastardi di Pizzofalcone sei il vice sovrintendente Ottavia Calabrese, unica ad indossare l’uniforme. Ti è piaciuta questa esperienza?

Ottavia fa principalmente un lavoro in ufficio, ed è una donna con grossi problemi familiari, che non si mette mai in mostra. Il ruolo della poliziotta che facevo in Volesse il Cielo era inserito in un contesto comico, altra cosa nei Bastardi di Pizzofalcone dove ho sentito tutta la serietà e la responsabilità di indossare la divisa. Come attrice ho percepito l’istituzione “addosso”, e questo ha sicuramente influito sull’interpretazione. La cosa divertente è stata quando, durante i primi giorni che giravamo la serie, volevo uscire indossando la divisa da poliziotta e mi hanno fermato chiedendo se fossi pazza. Questo mi ha fatto sentire ancora più in tensione rispetto ad essa. In effetti non potevo uscire con la divisa nemmeno a prendere un caffè o a fare una passeggiata! 

Nella serie di Pizzofalcone aiuti i colleghi del commissariato facendo le ricerche sul computer. Che rapporto hai con la tecnologia?

Sono negata! Infatti mi veniva da ridere quando mi hanno proposto questo personaggio. I miei contatti con il mondo dei Social si limitano a Instagram che trovo divertente perché mi permette di pubblicarre le foto che mi piacciono e di vedere quelle delle mie amiche. Con il mio lavoro non ho molto tempo da dedicare ai Social ma per fortuna ho un marito protettivo che mi aiuta nello svolgimento delle cose pratiche tipo andare dal commercialista o in banca, perchè in questo modo posso dedicarmi a cucinare, parlare di arte, vedere un film. 

Sei nata a Napoli ma vivi da tanti anni a Roma. Perchè hai lasciato la tua città?

Mi sono trasferita a Roma con la mia famiglia quando avevo 18 anni, ed è qui che ho iniziato la mia vita da adulta. Ho cominciato a recitare che ero una ragazzina e siccome volevo fare l’attrice i miei genitori si sono trasferiti qui per permettermi di frequentare l‘Accademia d’arte drammatica Silvio d’Amico. In realtà lo hanno fatto prima dell’esito del provino che per fortuna andò bene. 

Qual e il tuo rapporto con Roma?

Io amo Roma. Trovo che sia una delle città più belle al mondo. Purtroppo con gli anni ho visto dei peggioramenti però ritengo che sia ancora sicura. 

Quando è iniziata la passione per la recitazione?

 Già a tre anni quando mi chiedevano cosa volessi fare da grande e dicevo l’attrice. Ero molto esuberante, ricordo che a sei anni mi presero come protagonista di Rumori fuori scena nella scuola di suore che frequentavo al Vomero che, insomma, per una bambina non è comune. I miei genitori hanno cercato di contenermi fino ai 14 anni ma poi ho cominciato a fare dei provini e siccome li passavo e mi prendevano, questo ha incoraggiato i miei genitori che poi mi hanno sostenuta in questa scelta. 

Quali ruoli ti piacerebbe recitare che ancora non hai interpretato?

Purtroppo sono considerata una attrice comica, una cosa tutta italiana quella di etichettare gli attori in base al genere di film che fanno. A differenza degli Stati Uniti dove è normale che gli attori passino dalla commedia a ruoli drammatici. A me piace interpretare ruoli comici al cinema e in televisione ma vorrei molto un ruolo drammatico. Sarebbe un’ulteriore esperienza dal punto di vista attoriale. 

Una delle campagne più importanti della Polizia di Stato è quella sulla violenza di genere. Cosa ne pensi?

In un quadro più generale credo che la famiglia sia decisiva e le madri abbiano un ruolo fondamentale nella educazione dei figli maschi. Se un ragazzo cresce in una casa piena di amore e rispetto non può arrivare a buttare benzina addosso a una donna. Allo stesso modo i ragazzi in generale andrebbero educati ad affrontare le sconfitte che fanno crescere e non a voler vincere a tutti i costi. Con gli uomini importanti della mia vita sono stata fortunata: mio padre è stato sempre protettivo allo stesso modo anche mio marito. Nella mia carriera non mi è capitato mai di essere molestata anche perché ogni volta che intuivo qualcosa di strano sono sempre scappata via. 

I recenti dati della Direzione generale del cinema dicono che il 2017 si è chiuso con un -12% di presenze nelle sale cinematografiche italiane. A cosa attribuisci questo risultato? 

Penso che i veri appassionati sceglieranno sempre la sala cinematografica per vedere i film. C’è da dire che il cinema italiano, a parte qualche successo, si è un po’ seduto. Il pubblico non si lascia prendere in giro, perché se il film non vale dopo due giorni di passaparola c’è un calo degli spettatori. Poi certo c’è la concorrenza delle piattaforme della Rete e anche le PayTv che propongono molte serie seguite dai giovani ma credo che quando un film funziona c’è l’interesse da parte del pubblico. Ora sto girando la seconda serie dei Bastardi di Pizzofalcone con il regista Alessandro D’Alatri e posso affermare che ogni episodio puo essere considerato un film per la qualità con cui è girato. 

Vai al cinema?

Io adoro il cinema e vado spesso a vedere i film italiani dove lavorano amici e colleghi ma mi piacciono anche i film americani: avendo avuto due figli maschi per tanti anni sono stata costretta a vedere film di guerra e di fantascienza. Ora sono grandi e riesco a ritagliarmi lo spazio e il tempo per film diversi. 

Tu fai cinema e teatro. Quale mezzo preferisci?

Sono completamente diversi, quando si recita sul palcoscenico lo si fa davanti a un pubblico, il cinema invece è fatto di ciak e se una scena viene male si può rifare. Io ho avuto una preparazione teatrale perché nasco con l’Accademia ma aver visto tanto cinema italiano dei migliori registi come De Sica, Germi, Rossellini ha fatto nascere in me un grande amore per questo mestiere. 

Ci sono attrici del passato a cui ti sei ispirata? 

La Magnani, Sofia Loren e altre di quel periodo che ammiro molto. 

Appari una persona molto serena, forte. C’è qualcosa che ti fa arrabbiare?

Tante cose, tante cose. Ho sempre questo sorriso che mi arriva dalla mia cultura solare napoletana ma poi chiaramente ci sono moltissime cose che non sopporto come la maleducazione, la mancanza di rispetto, la sopraffazione del più forte.

Il film che uscirà a marzo è Una festa esagerata che ti vede nei panni di una madre disposta a tutto pur di preparare la festa del diciottesimo compleanno della figlia. Ti è piaciuto questo personaggio?

È una commedia tratta dalla pièce omonima di Vincenzo Salemme già rappresentata a teatro con attori diversi. I produttori quando sono andati a vedere lo spettacolo hanno detto che era perfetta per un film, in effetti Salemme come autore ha un scrittura che si presta anche a una riduzione cinematografica. Il testo sicuramente ci ha guadagnato in questa trasposizione: la presenza della macchina da ripresa ha permesso di fare dei primi piani, di riprendere dei bellissimi panorami di Napoli e complessivamente il film é davvero molto divertente. La storia è ambientata a Napoli. Il personaggio che interpreto si chiama Teresa, una donna molto ambiziosa, una pazza scatenata che ho cercato di rendere in modo naturale senza cadere nella macchietta. è una commedia ma ci sono spunti di riflessione sulle meschinità umane. 

Nella tua carriera hai lavorato molto con Vincenzo Salemme... 

Vincenzo lo conosco da quando eravamo nella Compagnia di teatro di Luca de Filippo. Mi piace come scrive e dirige gli attori. E in questo ultimo film, Una festa esagerata, ha diretto noi attori con grande profondità.

Tu hai interpretato molti ruoli comici in cui la bellezza spesso viene sacrificata. Non ti è mai importato? 

Io penso che la bellezza non sia tutto. Ho amiche molto belle che sono profondamente infelici. Sono stata una ragazza molto carina e oggi sono una signora gradevole ma non permetto al mio aspetto fisico di limitarmi nel mio lavoro. 
Non mi sono mai tirata indietro, non ho mai avuto paura di sembrare brutta come invece succede ad alcune mie colleghe. Le attrici americane da questo punto di vista sono molto coraggiose, sono disposte ad alterare la propria fisionomia attraverso il trucco pur di interpretare un ruolo. 

In futuro ti piacerebbe scrivere o intraprendere la strada della regia?

Nel mio ambiente tante colleghe amano farlo, ma di cimentarmi nella scrittura e nella regia non ho mai pensato. Mi piace consegnarmi nelle mani di qualcuno e fare un percorso di strada insieme. Io sono sempre stata e sono “l’attrice”, nel senso classico della parola. 
E poi c’è sempre una parte creativa nella recitazione, a teatro mi è capitato spesso di adattare alle mie corde un personaggio. 

06/02/2018