Valentina D’Urso

In squadra contro il caporalato

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Il Pon Legalità tutela lo sviluppo sostenibile e legale del settore agroalimentare

pon 10-22

Bouba Car è nato in Senegal e dal 2007 vive in Italia, in provincia di Foggia. È un bracciante ed è soddisfatto del suo lavoro e della sua vita nel nostro Paese. 

Non tutti gli stranieri che lavorano nel settore agricolo italiano, però, possono dire lo stesso. Molti di loro si scontrano ogni giorno con un mercato del lavoro condizionato dall’illegalità che si manifesta sotto forma di caporalato.

Parliamo di un meccanismo di organizzazione del lavoro molto diffuso in agricoltura, in particolare in quelle zone dove la distanza tra le aziende rurali e le persone in cerca di lavoro è molto ampia. In questi contesti si inseriscono i “caporali” che fanno da intermediari fra domanda e offerta di lavoro e, soprattutto, mettono a disposizione un sistema di trasporto da e per i campi. Apparentemente un servizio utile per tutti, ma in realtà il caporalato malcela sfruttamento del lavoro nero, rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori e, laddove, oltre al trasporto, si offre anche un alloggio, condizioni abitative insalubri e ai limiti della vivibilità. 

Siamo di fronte ad un fenomeno antico che in passato vedeva coinvolti lavoratori italiani con scarsi mezzi e alla ricerca di un’occupazione nei campi. Con il passare degli anni, e con l’incremento dei flussi migratori, gli italiani sono stati sostituiti dagli stranieri, ma la logica sottostante il sistema caporalizio non è cambiata. Precarietà abitativa e mancanza di trasporti, alle quali spesso si aggiunge anche l’irregolarità nella presenza sul territorio nazionale, sono tratti caratterizzanti la vita dei braccianti agricoli immigrati e ne impediscono spesso anche l’accesso ai servizi sanitari.

Lo Stato è fortemente impegnato nel combattere questa aberrazione del mercato del lavoro in agricoltura, in particolare in quelle zone, come la provincia di Foggia, dove il fenomeno è più radicato, persistente, e provoca ingenti danni economici e sociali.

Anche il Programma operativo nazionale Legalità (Pon Legalità) del ministero dell’Interno ha operato con assiduità, nel corso dell’ultima programmazione, per supportare il contrasto al fenomeno. La strategia del Programma lavora a monte e punta quindi a migliorare e rendere più efficace il sistema integrato di gestione del fenomeno migratorio attraverso: l’attivazione di servizi di inclusione sociale e lavorativa dei migranti in grado di prevenire una eventuale marginalizzazione che li renderebbe facili prede delle organizzazioni criminali; il recupero di immobili pubblici da destinare alla loro accoglienza e integrazione; interventi tecnologici che facilitano e rendono più efficienti le attività degli operatori coinvolti nella gestione del fenomeno. È in particolare l’Asse 7, uno dei sette assi prioritari del Pon, che opera per contrastare lo sfruttamento lavorativo in agricoltura, attraverso la creazione di alloggi e servizi per i lavoratori stagionali.

Giulio Montanari, responsabile area tecnica e legale di Borsa merci telematica italiana, la società del sistema camerale istituita dal ministero delle Politiche agricole per regolare, sviluppare e creare trasparenza nel mercato agroalimentare, ci parla proprio di uno dei progetti ad hoc finanziati dal Pon Legalità: «Gli obiettivi del progetto Fi.Le – Filiera Legale sono la tutela del sistema produttivo in agricoltura e il contrasto alle pratiche illegali nel settore agricolo, con particolare riferimento al contrasto del caporalato. Parliamo di una duplice funzione: da un lato fornire alle forze dell’ordine e alle autorità coinvolte nel contrasto del caporalato uno strumento di analisi dinamica del territorio in grado di evidenziare aree a rischio di infiltrazione criminale, dall’altro favorire il reclutamento legale di manodopera in agricoltura contribuendo, al contempo, a fornire servizi di trasporto sicuro ai lavoratori».

Fi.Le, finanziato dal Pon Legalità a favore di Borsa merci telematica italiana per oltre 6 milioni di euro, prevede, infatti, la realizzazione di un sistema informativo che gestisce in maniera dinamica, legale ed anonima l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro, consentendo ad aziende e lavoratori di stipulare contratti incontrandosi on line. Oltre al sistema informativo, fra le attività proposte, anche un servizio di trasferimento del lavoratore presso la sede di lavoro. In questo modo datore di lavoro e lavoratore si incontrano in rete in anonimato estromettendo la possibile intermediazione del caporale.

«Uno degli obiettivi principali del progetto è quello di favorire, anche attraverso strumenti di facile utilizzo come un’app, l’incontro fra domanda e offerta di lavoro, in particolare per quei lavoratori caratterizzati da una strutturale asimmetria informativa che costituisce una barriera all’accesso, in modo regolare, al mercato del lavoro e che è, al contempo, l’ambito nel quale si inserisce il caporale – prosegue Montanari – Una delle nostre aspirazioni è trasformare un progetto sperimentale in uno strumento normalmente utilizzato nella gestione delle dinamiche socio-economiche del territorio foggiano».

Un obiettivo di grande respiro, quindi, che richiede lavoro di squadra e il coinvolgimento di tutti gli attori in partita, come ci spiega Rosa Caputi, responsabile dell’ufficio assistenza tecnica di Borsa merci: «L’aspetto innovativo è il coinvolgimento di tutta la filiera del pomodoro da industria nella provincia di Foggia. Borsa merci ha coinvolto tutta la filiera tramite i suoi attori principali: sindacati dei lavoratori, associazioni di categoria e le organizzazioni di produttori. Ci aspettiamo che il progetto contribuisca, in una logica di prevenzione e non di repressione, a semplificare le dinamiche di reclutamento della manodopera in agricoltura».

La piattaforma informatica è stata messa on line dapprima in via sperimentale sfruttando la campagna di raccolta del pomodoro da industria nel foggiano. L’organizzazione di produttori, selezionata con evidenza pubblica, attraverso le proprie aziende, ha testato il funzionamento del sistema con la stipula di contratti di lavoro. In contemporanea sono partiti, sempre in via sperimentale, anche i primi servizi di trasferimento dei lavoratori presso i luoghi di lavoro attraverso mezzi di trasporto e percorsi tracciati nel sistema.

«Fi.Le è importante per noi imprenditori – ci spiega Umberto Todisco, imprenditore locale – perché ci aiuta a trovare manodopera in modo legale senza doverci confrontare con il caporalato. I pulmini che portano gli operai nei campi, non solo rendono inutile il contatto con il caporale, ma evitano anche tanti piccoli incidenti che posso verificarsi nel tragitto casa-lavoro e nei campi».

Un impegno apprezzato non solo dai datori di lavoro, ma anche dai lavoratori, come Bouba Car: «Sono in Italia dal 2007 e da allora lavoro qui con un contratto regolare e con i contributi. Grazie alla legalità io ho una bella casa, un contratto e lavoro bene. Tanti altri lavoratori, come me, hanno documenti e lavoro, ma non hanno una macchina o la patente. Si muovono in bicicletta, ma con la bici non si possono coprire grandi distanze. Uno strumento che aiuti i lavoratori a raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa è di grande aiuto». 

In campo anche un’ulteriore attività prevista dal progetto: un sistema di business intelligence per l’analisi territoriale della provincia di Foggia. Un set di indicatori misura la congruità dell’apporto di lavoro in relazione alle caratteristiche dell’area e al processo di produzione delle aziende presenti nell’unità di osservazione; un modello scientifico, inoltre, definisce i valori previsionali sulla quantità di manodopera necessaria a sostenere la produzione. La restituzione finale delle analisi sviluppate è rappresentata tramite mappe tematiche interattive visualizzabili in piattaforma.

Al termine del progetto, l’insieme delle tre attività (piattaforma di match domanda/offerta di lavoro, trasferimento dei lavoratori e sistema di business intelligence) andrà a regime in tutta la Puglia e rappresenterà un ulteriore e valido strumento di prevenzione e contrasto del caporalato nella regione.

Fi.Le è solo una delle tante progettualità attraverso le quali il Pon Legalità supporta lo sviluppo sostenibile e legale del settore agroalimentare a salvaguardia del lavoro, dell’economia e della salute dei cittadini.

11/10/2022