Antonella Fabiani

I moschettieri del flauto

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Ricco di possibilità espressive insieme all’ottavino scopriamone ruolo e caratteristiche

banda 07-22

Evocativo, versatile, delicato, sono solo alcuni degli aggettivi che possono definire quello straordinario strumento che è il flauto. Appartenente alla famiglia dei legni (anche se è costruito normalmente in metallo) è presente all’interno della formazione musicale della polizia con una sezione formata da 4 unità (3 flauti e 1 ottavino). Di questo strumento e del lavoro dei flautisti all’interno della Banda musicale ne parliamo con la prima parte Luca Bellini. Gli altri componenti del gruppo sono Jacopo Nobili, secondo flauto, Francesca Ricci, flauto e ottavino di fila e Francesca De Simone, ottavinista.

Uno sguardo alla storia di questo strumento rivela la presenza del flauto nelle bande militari fin dal XIV secolo, in una versione diversa da quella odierna, in particolare nella fanteria svizzera e lanzichenecca: alcune scene di guerra riportate in alcuni dipinti ritraggono due soldati che portano un tamburo e un flauto, già con un orientamento trasversale che consentiva al suono di poter essere udito a grande distanza. E in questo primo impiego aveva la doppia funzione di cadenzare il passo e di supporto psicologico incoraggiando le truppe ad avanzare. Successivamente attorno al 1500 il flauto fu introdotto nelle corti all’interno delle formazioni musicali o come strumento solista. Qualche secolo più tardi con la riforma di Alessandro Vessella del 1901, il flauto insieme all’ottavino, sono stati integrati definitivamente nei tre organigrammi delle bande.

 Con una estensione di tre ottave, il ruolo del flauto all

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04/07/2022