a cura di Mauro Valeri

La Bandiera della Polizia di Stato

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Il racconto di alcune tra le decorazioni più significative

ins 07-22

1. Prefazione del Capo della Polizia 
Nella ricorrenza dei 170 anni dalla fondazione, la scelta editoriale di dare alle stampe un libro sulla nostra Bandiera rappresenta un doveroso omaggio al vessillo che nella storia della Polizia del nostro Paese è rimasto sempre chiaro e immutato punto di riferimento dei valori per il nostro agire quotidiano. Pur attraversando le tante stagioni della storia italiana e i tanti cambiamenti intervenuti nella società e nelle istituzioni del nostro Paese, la Bandiera è stata ed è ancora il simbolo del nostro impegno collettivo per le comunità. Come una laica reliquia, è stata decorata dalle tante ricompense che testimoniano quella vocazione alla difesa dei valori di democrazia, libertà e giustizia che i nostri uomini e le nostre donne, nel tempo, hanno saputo interpretare. In rigoroso silenzio, fa parte della storia individuale di ognuno di noi e dei tanti colleghi che nel tempo si sono passati il testimone. La Bandiera ha segnato e continuerà a farlo, infatti, la nascita delle nostre vite professionali. In un giorno che mai verrà cancellato nella memoria di tutti noi, davanti ad essa abbiamo prestato giuramento, rendendo solenne il nostro impegno ai valori costituzionali. Ma non solo. Ci ricorda le gesta e l’altruismo che i nostri caduti hanno speso fino all’estremo sacrificio della propria vita nei tanti momenti tragici che hanno segnato il cammino della nostra Amministrazione. Questo crogiolo di significati è stato raccolto dalla narrazione di questo libro. Alla forza comunicativa delle immagini che raccontano e coinvolgono emotivamente si contrappongono le parole dei testi che, in una sapiente commistione, ripercorrono, celebrandola, la storia di 170 anni di impegno, passione e servizio. 
Lamberto Giannini

2. La Bandiera della Polizia di Stato
L’art. 3 della Legge 1° aprile 1981, n. 121, con lo scioglimento del Corpo delle Guardie di P.S. e la creazione dei ruoli della Polizia di Stato, ha sancito la caratteristica civile dell’Istituzione, definendone l’ordinamento speciale. Nel tracciare i profili del nuovo organismo al passo con i tempi, il legislatore ha inteso confermare i valori ideali e di compattezza morale che, fin dalla sua origine, sono stati alla base della polizia e hanno contribuito a creare e mantenere al suo interno un sano spirito di corpo. La Bandiera di guerra del Corpo delle Guardie di P.S., nella foggia stabilita dall’art. 12 della Costituzione è stata custodita, dal 1947 al 1964, presso la Scuola Ufficiali, per poi passare, fino al 1966, all’Accademia del Corpo delle guardie di P.S. Trasferita nel settembre del 1969 alla Scuola sottufficiali, la Bandiera venne in seguito custodita alla Scuola Tecnica di Polizia. Successivamente fu attribuita alla Polizia di Stato, in base all’art. 27 della Legge 121 del 1981. La Bandiera nazionale viene custodita presso il Centro polifunzionale della Polizia di Stato di Roma - Scuola Tecnica di Polizia (D.M. n. 559/A/2/762.M5.16 del 18 febbraio 2003). L’uso del Vessillo Nazionale, su richiesta del Ministro dell’Interno, sentito il parere del Ministro della Difesa, fu concesso dal Capo dello Stato: 
all’Accademia del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza (D.P.R. 29 dicembre 1964, n. 1568), attualmente Scuola Superiore di Polizia a Roma; 
al Raggruppamento squadroni del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza (D.P.R. 28 settembre 1965, n. 1272). Si trova ora al Centro di coordinamento dei Servizi a cavallo di Ladispoli. 
alla Scuola sottufficiali di Pubblica Sicurezza (D.P.R. 24 maggio 1974, n. 275). È custodita all’Istituto per Ispettori della Polizia di Stato di Nettuno (Roma).

 

3. La Freccia della Bandiera
La Bandiera della Polizia custodisce i valori espressi dalla Repubblica Italiana, le tradizioni, le gesta, la storia, l’imperitura memoria dei suoi caduti, le onorificenze concesse al Corpo e all’Amministrazione di Pubblica Sicurezza. Ad Essa vengono tributati i massimi onori dalle Autorità e dai Reparti in armi. La Bandiera si compone di freccia, asta, drappo, fascia e cordone. In particolare, la freccia è realizzata in ottone dorato e presenta il simbolo della Repubblica Italiana, sorretta dal gambo a quattro facce su cui è inciso l’ente concessionario, l’epoca della sua creazione, i fatti d’arme con le onorificenze. Con dispositivo n. 3636, del 18 giugno 1960, sulla freccia della Bandiera della Polizia di Stato sono state autorizzate dal Ministero della Difesa-Esercito “Ufficio del Segretario Generale”, le seguenti iscrizioni:

Campagna di guerra: 1941-1942-1943; 

Montenegro: 1941-1942 – Medaglia di Bronzo al V.M.; 

Croazia: giugno 1943; 

Roma: settembre 1943.

4. La Bandiera Distintiva
Col Decreto del Ministro dell’Interno n. 559/A/1/762. M5.18 del 17 marzo 2005 è stata attribuita alla Polizia di Stato la Bandiera distintiva di colore cremisi, recante al centro il fregio istituzionale di cui al D.M. del 1° gennaio 1948, concernente il “Regolamento sull’uniforme del Corpo delle guardie di pubblica sicurezza”, confermato dalla tabella 43/30 del D.M. 19 febbraio 1992. La bandiera distintiva viene esposta all’esterno delle strutture della Polizia di Stato, unitamente alla Bandiera nazionale ed a quella dell’Unione Europea nelle circostanze e con le modalità ed i criteri previsti dalla normativa vigente. All’art. 3 del decreto ricordato, vengono altresì previste le insegne di comando, che spettano al Capo della Polizia, al vice capo della Polizia con funzioni vicarie. I criteri di esposizione interna della Bandiera distintiva e le modalità d’uso delle insegne di comando, vengono determinati dal Capo della Polizia. 

5. Bandiere di Guerra concesse alla Polizia nel 1922 e nel 1930 
Le Bandiere di guerra sono affidate agli Enti militari, agli Stati Maggiori di Esercito, Aeronautica, Marina, al Comando generale dell’Arma dei carabinieri e ai Corpi Armati dello Stato tra cui la Polizia di Stato.
Oltre ad essere il simbolo dell’unità della Patria, la Bandiera di Guerra ha sempre rappresentato l’onore militare e lo spirito di sacrificio e di coesione del reggimento o dell’arma che la custodisce. 
Ha una valenza quasi sacrale in quanto incarna le tradizioni e la storia del Corpo cui appartiene e serba il  ricordo dei caduti che sono morti nel difenderla. 
Non è un caso che prima della cerimonia di concessione essa venga benedetta solennemente. 
La Bandiera di Guerra fu concessa alla Polizia per la prima volta nel 1922. A riceverla fu il Corpo della Regia Guardia per la Pubblica Sicurezza che all’epoca era parte integrante delle FF. AA, con un proprio Comando Generale.
Quale data per l’evento fu scelta la domenica del 4 giugno 1922, giorno della “Festa dello Statuto” celebrativo dell’Unità d’Italia e della Monarchia. 
La cerimonia si svolse a Roma, in forma solenne e con tutti gli onori, nella Caserma “Macao”, sita in Castro Pretorio, alla presenza del Re, delle massime rappresentanze civili e militari con i reparti schierati in armi. 
Dopo il tramonto dello Stato liberale, al Corpo della Regia Guardia per la P.S., subentrò, dopo un breve periodo di transizione, quello degli Agenti della Pubblica Sicurezza, istituito nel 1925, anch’esso considerato  FF.AA. dello Stato.
Ad Esso, il 18 ottobre del 1930 fu concessa la Bandiera nazionale affinché l’altissimo simbolo morale, di cui il sacro Vessillo si faceva portatore, potesse essere per il Corpo argomento di nobile orgoglio e di incitamento a primeggiare con le altre Forze Armate nella difesa dello Stato e della Corona.
In virtù del Decreto Legislativo Luogotenenziale del 2 novembre 1944, n. 365, il Corpo degli Agenti di P.S. assunse la denominazione di Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza mantenendo, pertanto,  la medesima Bandiera nazionale e le decorazioni ad essa conferite.

6. Le decorazioni

Alla Bandiera della Polizia di Stato sono state conferite le seguenti decorazioni, divise per valore:

n. 1 Cavaliere Croce Ordine Militare d’Italia;
n. 2 Valor Militare Medaglie di bronzo;
n. 18 Valor Civile Medaglie ... ...


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04/07/2022