Paola Madonna

Il fascino dei narcos

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dalm 05-21

Messico
Sono oltre 250milia i minori in Messico che rischiano di essere reclutati dai cartelli della droga. Una generazione segnata da un destino tragico, come racconta il 17enne Jacobo, recluso in un carcere minorile del Messico centrale. Una testimonianza agghiacciante la sua, in cui descrive una spirale di violenza che accomuna centinaia di migliaia di bambini. Jacobo, cresciuto in un ambiente violento, in condizioni di povertà e abbandono, spiega di essere stato avvicinato dal potente Cartello dei Jalisco new generation a soli 12 anni, quando gli è stato commissionato il suo primo omicidio. “All’inizio non volevo”, racconta, ma davanti all’offerta di 30mila pesos (circa 1.300 euro) non ha esitato. Allora è cominciata la sua carriera criminale: pestaggi, sparatorie e torture ai membri dei gruppi rivali e il ricorso alle metamfetamine per far fronte a tanta barbarie. Un destino crudele, simile a quello di altri 66 giovani intervistati dall’associazione Reinserta, che si occupa dei detenuti minorenni. Lo scorso anno sono stati uccisi più di 1.000 minori in Messico e sebbene non esistano dati ufficiali, la Rete per i diritti dei minori messicana, Redim, stima siano state 21mila le vittime dal 2000 al 2019. La direttrice, Tania Ramirez, spiega che in un Paese dove un abitante su due è povero, questi giovani sono facili prede dei cartelli della droga che hanno bisogno di nuove leve. I bambini costano poco e posso

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12/05/2022