Antonella Fabiani

Momenti di storia

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Il nuovo francobollo emesso in occasione del 170° anniversario della Fondazione esprime lo spirito di una polizia radicata nel presente e proiettata verso il futuro

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Centosettant'anni sono un traguardo per una Istituzione e la Polizia di Stato ha deciso di celebrare questa ricorrenza in modo straordinario con l’emissione di un francobollo e la coniazione di una moneta da 2 euro. Su entrambe sono ritratti due poliziotti, un uomo e una donna, in divisa ordinaria davanti a una Volante. Una immagine nata dalla voglia di parlare di una polizia fortemente radicata nel tempo presente e proiettata verso il futuro fatta da “colleghe e colleghi” che ogni giorno, anche in mezzo a tante difficoltà, mettono in campo la loro professionalità e soprattutto la loro umanità per garantire i valori della legalità e della sicurezza. 

Una immagine che rappresentasse simbolicamente tutta la polizia come appunto può essere quella di due poliziotti, un uomo e una donna, in divisa ordinaria, davanti alla Giulietta Alfa Romeo, l’auto più presente sul territorio del nostro Paese e poi il Tricolore. E dopo la cerimonia dell'annullo, avvenuta il 10 aprile scorso, davanti alle più alte cariche dello Stato, il francobollo della Polizia è disponibile per tutti coloro che desiderano acquistarlo. 

Per capire come nasca e quali siano le fasi della sua produzione ci siamo rivolti a chi questi processi li conosce bene da tanti anni e lavora nel cuore filatelico dell’Istituto poligrafico e zecca dello Stato a Roma: «Qualsiasi francobollo nasce da una proposta fatta da parte di associazioni, cittadini, enti o istituzioni al ministero dello Sviluppo Economico – spiega Anna Maria Maresca coordinatrice del gruppo dei grafici del Centro filatelico del Poligrafico – perché è allo Stato che è riservata l’emissione di carte valori».

«Chiaramente – prosegue – tutte le richieste, così come nel caso del francobollo della Polizia di Stato, devono rientrare in determinate linee guida, cioè particolari filoni appositamente autorizzati dall’Amministrazione, affinché venga emesso il “francobollo” che è un omaggio dello Stato, poiché non ha nessun costo per chi lo richiede». 

Tanto per dare una idea al lettore, le scelte tematiche dei soggetti da proporre per una carta valori seguono dei criteri che sono stabiliti dal ministero dello Sviluppo economico e cioè devono essere argomenti o eventi di attualità o rappresentativi di tematiche sociali rivolte al futuro; commemorazione di personaggi, purché non siano in vita, rappresentazione di personalità che si siano distinte in ambito internazionale e che siano di assoluto prestigio per il Paese oppure eventi, istituzioni o organizzazioni che abbiamo consolidato un valore positivo nel tempo. 

«Ma ci sono anche dei francobolli che il ministero dello Sviluppo economico decide di emettere in autonomia – osserva Anna Maria Maresca - per celebrare un evento o ricorrenza importante a livello nazionale. Un esempio è quello emesso recentemente a febbraio dedicato a Tina Modotti nell’80° anniversario della scomparsa, appartenente alla serie tematica “Il patrimonio artistico e culturale italiano”». 

Le proposte raccolte, una volta esaminate, poi entrano a far parte di un programma semestrale che una volta approvato giunge all’Istituto poligrafico e zecca dello Stato per essere stampato e poi passato alle Poste italiane, che ne cura “l’annullo” ed è concessionaria del servizio di distribuzione e commercializzazione. 

«Una volta che l’elenco arriva a noi grafici del Poligrafico, ci mettiamo in moto per organizzare il lavoro – spiega Anna Maria Maresca – che parte dal contattare il referente dell’istituzione o dell’associazione committenti per avere del materiale per l’ideazione dell’immagine che sarà riportata sulla carta valori. Nel caso del francobollo della Polizia di Stato ci sono state fornite alcune fotografie che abbiamo rimaneggiato, soprattutto per rendere irriconoscibili i volti dei modelli che hanno posato, poiché sui francobolli non possono essere rappresentate persone ancora in vita». 

L’esperta del Poligrafico racconta di come il loro lavoro di grafici sia mutato nel corso degli anni: «In passato per illustrare i francobolli utilizzavamo tecniche tradizionali come l’acquerello, la tempera, l’olio e il disegno veniva eseguito su carta o su tela, mentre ora abbiamo spostato tutte le nostre conoscenze sul computer e lavoriamo utilizzando una penna su una tavoletta grafica, anche se rimangono fondamentali le competenze artistiche per svolgere questa professione». 

Una volta completate, le diverse proposte di bozzetti devono essere sottoposte all’approvazione della Commissione per lo studio e l’elaborazione delle carte-valori postali, organismo tecnico del Mise con funzioni consultive, presieduta da un esperto e costituita da componenti di diritto e da specialisti in arte grafica, storia dell’arte, scienza della comunicazione e filatelia. 

 «Una volta approvato, il bozzetto viene mandato in pre-stampa – prosegue – fase in cui viene lavorato da quelle figure professionali che in gergo vengono chiamati “cromisti” in modo che sia preparato per la rotocalcografia (un tipo di stampa utilizzata dall’Istituto poligrafico e zecca dello Stato che richiede macchinari all’avanguardia e un lungo e particolareggiato lavoro di preparazione del bozzetto). Per garantire un’alta risoluzione dell’immagine, lavoriamo su un disegno che è 5 volte più grande di quello reale, proprio per avere la possibilità in fase di prestampa di vedere che tutti gli elementi del francobollo, anche i più piccoli, siano presenti nell’immagine del francobollo». 

Ma questo del 170° non è il primo francobollo della Polizia di Stato su cui si trova a lavorare il team del Poligrafico: per citarne qualcuno, tra i più recenti quello dedicato al 75º anniversario dell’istituzione dell’Ispettorato di pubblica sicurezza Vaticano (28 settembre 2020), e quello per il 70º anniversario della polizia stradale (28 novembre 2017), quello per il 150º anniversario della Polizia di Stato" (12 aprile 2002) e, andando più indietro negli anni, per l 'Incontro tra i corpi di polizia europei (10 maggio 1986). 

Il tempo passa anche per i ricordi e ne è passato da quando per attaccare un francobollo alla cartolina o alla lettera che si voleva mandare all’amico o alla fidanzata si doveva bagnare la carta gommata, un gesto ora abbreviato dal fatto che tutti i francobolli sono praticamente autoadesivi (ma ormai le cartoline e le lettere non le manda più nessuno!). Mentre la carta su cui sono stampati nella maggioranza dei casi è bianca, patinata neutra, non fluorescente.  

Domandiamo alla esperta quali siano gli elementi che determinano la fortuna di un francobollo: «A parte quelli che contengono errori come il famigerato “Gronchi rosa” emesso nel 1961 e ancora conteso dai collezionisti – osserva – ma personalmente penso che sia la bellezza del francobollo a determinarne la sua fortuna. In fondo è una piccola opera d’arte e quindi se piace circola e i collezionisti l’apprezzano».

«Purtroppo le persone non mandano più cartoline e lettere e di conseguenza i francobolli viaggiano  meno rispetto ad un tempo, ma credo che tutti, dagli inizi del secolo scorso fino ai nostri giorni, abbiano raccontato l’evoluzione del costumi, scrivendo con le loro immagini, una piccola storia dell’Italia che circola per il mondo».

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Dove trovarlo

Il francobollo della Polizia di Stato sarà disponibile per essere acquistato, accompagnato dai prodotti filatelici correlati fra cui cartoline, tessere e bollettini, attraverso i seguenti punti filatelici del territorio:

> uffici postali con sportello filatelico (circa 500);

> nei 10 Spazi Filatelia (Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma (2), Torino, Trieste e Verona) al cui interno offrono un vasto assortimento di francobolli, folder e tutti i prodotti filatelici da collezione. 

Per informazioni consultare il sito www.poste.it (sezione Filatelia).

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Specie di francobolli (ovvero le carte-valori postali)

> Carte-valori postali commemorative e celebrative, tese a commemorare personaggi o a celebrare ricorrenze o avvenimenti, autorizzate con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dello sviluppo economico;

> carte-valori postali ordinarie, autorizzate con decreto ministeriale emanato dal MiSE di concerto con il MEF. Le carte-valori postali ordinarie comprendono sia quelle appartenenti a serie “tematiche”, cioè a particolari filoni appositamente autorizzati all’Amministrazione, sia quelle cosiddette “definitive”, cioè appartenenti a serie di uso corrente a tiratura illimitata.

Dal sito www.mise.gov.it

11/04/2022