Cristina Di Lucente

Pensione da cani

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La nuova vita dei poliziotti a 4 zampe quando concludono il loro lavoro al servizio della comunità

noslav 12-21

Sembra quasi impossibile, eppure il fatidico momento arriva anche per loro, i cani poliziotto, quando una tranquilla routine quotidiana prende il posto della frenetica attività che li ha visti protagonisti negli anni del loro servizio operativo. Così i conduttori cinofili, inseparabili già durante il periodo lavorativo, rimangono legati a questi colleghi dal fiuto speciale anche quando l’incarico ufficiale arriva al capolinea. Ne è la prova la dedizione e la cura che dedicano loro anche nella vita da “pensionati”. In primo luogo perché sentono una forte riconoscenza per tutto quello che hanno dato alla Polizia di Stato e al Paese in termini di sforzo fisico, di dispendio di energie. E in seconda battuta perché un legame, quando è forte, è anche duraturo. 

Abbiamo cercato tra le tante storie “d’amore” che vedono protagoniste le nostre unità cinofile, raccogliendone le testimonianze: ognuna di loro è davvero unica per le imprese che ha compiuto quando era in servizio e continua a esserlo nello spirito di adattamento che il cane dimostra nell’abbracciare la sua nuova vita in famiglia.

La veterana dell’ordine pubblico
Giolly può vantare un primato: è la prima femmina, insieme ad altre sue “colleghe” a essere entrata nell’alveo dei servizi di Pgop (Prevenzione generale e soccorso pubblico), un ambito che prima di lei era riservato esclusivamente ai maschi. Ha operato tra il Cie di Ponte Galeria e l’ordine pubblico, il servizio di deterrenza allo stadio e le pattuglie al rione capitolino dell’Esquilino. Nove lunghi anni in cui questo bellissimo esemplare di pastore tedesco dal manto nero ha lavorato con grande impegno, come conferma Claudia Zilio, conduttore cinofilo che se ne prende cura dall’età di un anno. Nell’approccio iniziale Giolly manifesta una certa diffidenza, pronta a lasciare il posto alla socievolezza quando si sente più sicura, anche se l’atteggiamento indagatore permane anche in pensione, come una sorta di deformazione professionale. «Con lei è stata una sfida sin dall’inizio – racconta la poliziotta con orgoglio – è stata la mia seconda esperienza da cinofila; avevo manifestato il desiderio di lavorare con una femmina e così sono stata accontentata. Il duro lavoro di addestramento ha dato presto i suoi frutti e Giolly si è contraddistinta positivamente tra i cani che svolgono questo tipo di servizio». Un incarico delicato, perché un cane da Pgop rappresenta la prima linea di difesa contro qualsiasi azione ostile possa capitare, ma grazie alla sua duttilità deve anche dimostrarsi affabile verso chi si avvicina, magari semplicemente per fare una carezza: tutto dipende dalla capacità della sua guida umana di adottare il giusto comportamento e tra Claudia e Giolly questa sinergia ha sempre funzionato alla perfezione. «Forse le femmine tendono a legarsi al ... ...


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16/12/2021