Gabriella Lo Feudo*

Liscio come l’olio

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Regolamenti comunitari ed etichette fissano i parametri di classificazione di uno degli ingredienti più importanti della tavola italiana

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L’olio extra vergine di oliva, ritenuto il principe della dieta mediterranea, è uno degli alimenti più regolati dal punto di vista normativo nel panorama alimentare europeo, sia per favorirne la commercializzazione e la qualità e sia per evitarne le contraffazioni. Leggere le etichette alimentari è ormai considerato un diritto/dovere da parte del consumatore e diventa ancora più importante se si tratta di prodotti di largo consumo, come è appunto l’olio, che si contraddistinguono per essere anche altamente nutraceutici, ovvero alimenti che esercitano effetti positivi sullo stato di salute delle persone, per cui la scelta diventa ancor più rilevante e preziosa.

Percezione della qualità 
Il concetto di qualità ha varie declinazioni: qualità è la certezza dell’origine di un prodotto; il legame con il territorio attraverso le DOP e le IGP; l’etica delle produzioni attraverso l’applicazione di agricoltura biologica o mediante una certificazione di commercio equo e solidale o di quant’altro sia indicativo di sostenibilità e rispetto delle persone e dell’ambiente. Ma se il prodotto non possiede marchi di qualità o altre specifiche indicazioni, il consumatore riuscirà a orientarsi verso scelte qualitativamente elevate? Si, grazie alle etichette. Come abbiamo già detto nei precedenti articoli, devono contenere obbligatoriamente alcune indicazioni ma possono anche offrire informazioni aggiu

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10/11/2020