Cristina Di Lucente

Il diritto alla felicità

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L’impegno istituzionale e le iniziative dei poliziotti liberi dal servizio per le persone disabili

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Quanto è stato fatto, e soprattutto, quanto c’è ancora da fare per i diritti delle persone disabili, in termini concreti, per avvicinarci quanto più possibile a un’idea di società civile che salvaguardi i più deboli? La Polizia di Stato, in coerenza con i suoi valori fondanti, ha realizzato attraverso il Fondo di assistenza per il personale della Polizia di Stato, presieduto dal capo della Polizia, un sistema di interventi assistenziali mirati a corrispondere alle esigenze più gravi e urgenti avvertite dagli appartenenti. Sul versante della disabilità, una delle principali forme di aiuto è il Piano Marco Valerio, un progetto attraverso il quale il Fondo eroga contributi annuali per i figli, minori di 18 anni, dei dipendenti in servizio – negli ultimi anni esteso anche ai poliziotti in pensione – affetti da malattie ad andamento cronico. Un’apposita commissione che si riunisce una volta l’anno valuta l’ammissibilità delle istanze, assegnando un livello proporzionato alla gravità della patologia sulla base della documentazione medico-legale presentata dai richiedenti. L’istituzione della commissione nella sua composizione attuale risale al 1989 e prevede che una parte sia riservata ai medici della Polizia di Stato, una parte ai funzionari del Fondo assistenza e, una terza, ai rappresentanti delle principali sigle sindacali, una eterogeneità che riflette la complessità e la delicatezza dell’incarico. Anche la circolare per poter aderire al progetto viene diramata ogni anno, indicando l’apposita modulistica dove riportare la situazione medico-sanitaria, quella reddituale e la tipologia dei benefici riconosciuta dall’Inps. Negli ultimi anni, grazie a un maggiore stanziamento delle risorse, la commissione ha potuto assicurare un più elevato supporto, ma molto lavoro resta ancora da fare per poter agevolare le condizioni di vita dei beneficiari. 

Un altro segno tangibile della vicinanza del Fondo alle situazioni complesse dei poliziotti è stato l’istituto delle ferie solidali, un decreto ministeriale ha sancito infatti la possibilità, entro il 30 settembre di quest’anno, di donare le proprie ferie senza limiti, ad altri colleghi di ogni qualifica. Mauro De Ceglie, istruttore di arti marziali e difesa personale, in servizio presso le Fiamme oro, racconta dell’ondata di solidarietà che lo ha “colpito”, e che gli consentirà, fino al termine del 2022, di dedicarsi totalmente alla delicata fase di assistenza al figlio di 16 anni: «Al momento Leonardo sta seguendo un protocollo di fisioterapia neuro-riabilitativa che lo preparerà al grande intervento di ricostruzione toracica che dovrà sostenere a breve. Ancora mi commuovo pensando alla grande manifestazione di affetto dei colleghi che con questo gesto hanno aiutato non solo me, ma anche altre persone in grave difficoltà», riferendosi al numero di ferie donate dai colleghi che hanno colmato il periodo di cui aveva bisogno e che sono state convogliate anche su altri poliziotti, in situazioni analoghe a quella di Mauro. Anche la storia di Gaetano Fuso, poliziotto salentino che nel 2014 si è ammalato di Sla, è un esempio nel quale ... ...


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09/10/2020