Annalisa Bucchieri

Forza e fragilità

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Secondo le rilevazioni Istat, in Italia ci sono oltre 3 milioni di persone che hanno una disabilità permanente. Non ho volutamente usato il termine “disabili” perché una persona non è la sua disabilità ma molto, moltissimo di più. Può avere una menomazione dalla nascita, per una malattia sopravvenuta, per un incidente o un evento traumatico e al contempo possedere una ricchezza emotiva, creativa, intellettiva e relazionale unica e preziosa. Sta a noi rendere possibile l’espressione di questo patrimonio, abbattendo tutte le barriere fisiche, mentali, culturali che lo impediscono. Un compito ben delineato dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità che ha superato il concetto di “disabilità” come handicap fisico o psichico della persona, per focalizzarsi sulla “disabilità” prodotta dall’interazione della persona menomata con l’ambiente circostante che incontra continui impedimenti sul suo cammino. Perciò la società ha una responsabilità centrale nel rimuovere le barriere e promuovere tutti gli interventi necessari per dare pari opportunità e uguaglianza di diritti a chi vive un deficit. Anche le forze dell’ordine hanno un ruolo importante in questo processo come testimonia la nascita di Oscad nel 2010 in seno alla Direzione centrale della polizia criminale: un organismo che opera per rafforzare la lotta a tutte le forme di discriminazione e ai reati d’odio. La violenza che colpisce le persone con disabilità, da quella sessuale a quella del bullismo, è come una coltellata inferta due volte nello stesso punto. Abbiamo dedicato all’operato di Oscad l’inserto di questo numero, certi che, seppur difficile da digerire emotivamente, la narrazione delle specifiche fattispecie di reato possa essere da guida a tutti gli operatori in divisa.

In questo numero c’è anche bellezza, quella d’animo degli uomini e delle donne della Polizia di Stato che vanno oltre i compiti istituzionali per dedicare il proprio tempo libero all’ippoterapia con i bambini autistici, alle immersioni o a una sciata con i non vedenti, a portare in spiaggia chi siede su una carrozzina. C’è la bellezza degli atleti paralimpici dai Gruppi sportivi Fiamme oro (siamo stati la prima forza dell’ordine a inserirli nella compagine cremisi) che ci insegnano a cimentarci prima con i nostri limiti interni e poi con quelli esterni. C’è la bellezza della solidarietà, quella del nostro Piano Marco Valerio rivolto alle famiglie dei poliziotti per le cure delle malattie pediatriche gravi dei figli, piano al quale è legata da circa dieci anni Poliziamoderna. Siamo una famiglia per tutte, inclusi voi lettori.

09/10/2020