Sergio Nazzaro*

Pandemia mafiosa

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I rischi di infiltrazioni della criminalità organizzata nel nostro sistema sanitario: un allarme più che concreto e attuale

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el pieno dell’emergenza scatenata dal Covid-19, si è molto discusso sul rischio di penetrazione delle mafie, innescando dibattiti sia in Italia sia a livello europeo sulle preoccupazioni che gli aiuti finanziari possano essere una facile preda del crimine organizzato. La storia ci insegna come in ogni singola situazione emergenziale, le mafie italiane hanno sempre cercato di sfruttare l’emergenza: al suo sorgere, nella sua gestione e nella fase di ricostruzione successiva. 

Così come altri settori, il Servizio sanitario nazionale (Ssn) non è affatto immune alla sistematica penetrazione mafiosa: al contrario, la sanità rappresenta uno dei suoi obiettivi storicamente più importanti. 

Più che sul “banale” dirottamento di fondi, è sulla gestione sia pubblica che privata dei servizi sanitari che la mafia ha sempre puntato gli occhi: indebolendo la prima per sfruttare meglio le opportunità con la seconda come in un perfetto sistema di vasi comunicanti. L’effetto finale è però devastante, perché a farne le spese sono i cittadini che necessitano di un servizio essenziale. 

Per capire perché la mafia è così interessata al sistema sanitario, è necessario comprenderne le cifre sia in termini assoluti, che relativamente alla spesa pubblica nazionale. Il report dell’unione europea “State of the health in the EU. Profilo della sanità 2019”, indica che per la sanità in Italia si spende 149,5 miliardi, pari al 9% del Prodotto interno lordo. Ogni italiano spende in media 2.466 euro all’anno in assistenza sanitaria. Una montagna di soldi che finisce inevitabilmente per attrarre le mafie e gruppi criminali in generale. In quest’ottica, per le mafie la sanità diventa un settore strategico in cui investire denaro “sporco” e legittimare la propria presenza nell’economia legale. 

Cosa Nostra, Camorra e ’Ndrangheta hanno sviluppano know-how amministrativi, economico-gestionali e legali ormai da decenni. Ad oggi sono centinaia le investigazioni e i processi che svelano come le mafie non solo annoverino tra le proprie fila laureati in gestione d´impresa, medicina, e giurisprudenza, ma che siano già stabilmente presenti all’interno della sanità pubblica e privata.  

Si parla tanto di mafie ma a volte, anche in questo campo, sfuggono i numeri veri, che ci aiutano invece a dare un quadro preciso della situazione per comprendere quanto sono aggressive e ricche. 

Leggendo la “Relazione sull’attività delle Forze di Polizia e sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica” del ministero dell’Interno del 2018 scopriamo che in un solo anno sono stati catturati 53 fuggitivi, arrestati 1.662 ma

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29/05/2020