Antonella Fabiani

Insieme possiamo

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Uno spazio di ascolto a sostegno dei poliziotti. A parlarne gli psicologi della Direzione centrale di sanità che lo hanno attivato durante la pandemia

noslav01 06-20

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ono ancora scolpite nella memoria di tutti le immagini trasmesse dai principali notiziari durante i primi due mesi di emergenza per il coronavirus. Due mesi di lutto, malattia e isolamento per molte persone, soprattutto in alcune zone del nostro Paese. Ad essere coinvolti anche gli operatori della Polizia di Stato: alcuni di loro sono stati contagiati, altri hanno dovuto soccorrere chi lo era stato, altri ancora hanno temuto ogni giorno che il virus entrasse nelle loro famiglie. A insinuarsi in molti c’è stato un altro nemico e cioè la paura di quello che non si conosce, capace di scatenare immagini interiori destabilizzanti dal punto di vista psicologico. Ma le poliziotte e i poliziotti non sono stati lasciati soli. Chi ha cercato sostegno lo ha trovato negli psicologi della Polizia di Stato attraverso il progetto Insieme possiamo che ha messo in campo grande professionalità e risorse: «L’attuale pandemia ha avuto la forza di irrompere nel nostro quotidiano creando un disagio a cui nessuno è sfuggito - osserva Ida Bonagura,  dirigente superiore tecnico psicologo presso la Direzione centrale di sanità  - Oltre a ciò le misure di distanziamento sociale e di lockdown hanno generato conseguenti fenomeni che hanno inciso in maniera rilevante su aspetti di natura relazionale e sociale, professionale e organizzativa. Gli effetti di questa situazione hanno investito allo stesso modo la comunità degli operatori della Polizia di Stato, sia in quanto soccorritori sia in quanto vittime dirette o indirette del contagio e messo a dura prova la loro capacità di adattarsi al cambiamento. Su queste considerazioni - prosegue - la Direzione centrale di sanità, attraverso l’istituendo servizio di psicologia, ha strutturato un progetto di intervento per sostenere il benessere psicofisico di tutti gli appartenenti della Polizia di Stato mediante un processo di intervento a medio e lungo termine che si articolerà in molteplici azioni di counseling, supporto e aiuto psicologico declinate, sulla base dei bisogni, attraverso una metodologia di intervento propria della “psicologia dell’emergenza”. Lo spazio di ascolto è solo la prima offerta disponibile ed è parte di questo progetto più generale».

Lo spazio denominato Insieme possiamo è stato creato come luogo,  al di là delle barriere fisiche, in grado di offrire accoglienza e un sostegno immediato durante la fase emergenziale. Alla realizzazione dello spazio di ascolto, attivo dal 20 aprile scorso, ha contribuito l’Ufficio relazioni esterne che ha subito messo a disposizione, all’interno del portale DoppiaVela, un campo con un banner, nonchè il Servizio tecnico logistico che ha permesso di realizzare le videochat. I colloqui possono essere realizzati in chat o con il sistema della videoconferenza: a formare il team di ascolto, ad oggi, sono 12 psicologi della Polizia di Stato, in servizio presso diversi uffici centrali e periferici che operano, con il coordinamento del Servizio di psicologia della Direzione centrale di sanità, tutti i giorni per offrire risposte rispetto alle difficoltà personali, professionali o familiari, anche non direttamente legate alla attuale diffusione del virus Covid-19.

«Il progetto è nato dalla volontà di raccordare internamente le risorse psicologiche - spiega Silvia La Selva, direttore tecnico superiore ps

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29/05/2020