Antonella Fabiani

Con i nostri lettori

Anche quest’anno Poliziamoderna è stata presente con il suo stand alla Fiera della piccola e media editoria con i suoi libri e tante iniziative

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Incontrare i lettori, dialogare con i giovani, con le famiglie, confrontarci con la gente in uno degli spazi più suggestivi della Capitale: è un desiderio che riusciamo a esaudire ogni anno grazie alla Fiera della piccola e media editoria, Più libri più liberi, che anche quest’anno si è svolta presso il Convention center – La Nuvola nel quartiere romano dell’Eur. Per cinque giorni il gigantesco cubo di vetro, progettato dall’architetto Massimiliano Fuksas, ha accolto oltre 500 piccoli editori provenienti da tutta Italia e numerosi incontri. Tra gli espositori anche Poliziamoderna con il suo stand ricco di prodotti editoriali: i primi due volumi del graphic novel, Il Commissario Mascherpa, i libri che raccolgono i racconti frutto dei concorsi letterari indetti dalla Rivista, oltre alle numerose monografie e saggi dei poliziotti scrittori.

Sono stati cinque giorni di intenso lavoro e di grande entusiasmo in cui abbiamo accolto tanti visitatori ai quali abbiamo proposto iniziative di gioco e confronto.  Ad arricchire la valenza della nostra presenza alla Fiera anche il tema  di quest’anno dedicato a I confini dell’Europa, argomento ispiratore dell’incontro tra il capo della Polizia, Franco Gabrielli e il giornalista Marco Damilano. Subito dopo l’incontro il capo della Polizia ha voluto visitare lo stand di Poliziamoderna inaugurando uno spazio che subito dopo si è riempito della vivace curiosità dei ragazzi degli istituti scolastici. A loro quest’anno abbiamo dedicato un gioco chiamato InStradando che, allestito sopra un tavolino in un angolo dello stand, ha riscosso un notevole successo in particolare tra i bambini che hanno fatto a gara per partecipare, sotto la guida di alcuni vice ispettori freschi del 10° corso appena concluso, che hanno premiato i piccoli vincitori con alcuni gadget messi a disposizione dalla società di autonoleggio Maggiore. «Il progetto è nato per caso come lavoro sperimentale e accessorio alla tesina di fine corso nella scuola di Nettuno – spiega uno degli ideatori, il vice ispettore Fabrizio Cabras – e parte dall’idea che sia possibile, attraverso le regole di un gioco, sensibilizzare i ragazzi sul rischio di mettersi alla guida dopo aver consumato alcol». Il gioco, infatti, come suggerisce il titolo vuole mettere i giovani sulla strada della legalità: alla base un percorso cittadino, un sabato sera di divertimento e una serie di strategie che, alla fine, costringono i giocatori a scegliere se tornare a casa lasciando la macchina o andando a piedi o con un taxi perché si è bevuto troppo. «Quando siamo arrivati alla Fiera eravamo un po’ intimoriti – ha continuato – ma poi la risposta entusiasta dei bambini di fronte alla divisa e il loro coinvolgimento nel gioco ci ha ripagato dello sforzo. Anche con molti adolescenti che si sono avvicinati incuriositi abbiamo avuto dei riscontri positivi». Accanto a questa iniziativa, il nostro spazio non ha mancato di attirare i visitatori con il suo allestimento che quest’anno proponeva accanto alle monografie degli scrittori o saggisti appartenenti alla Polizia di Stato, i pannelli con le foto del Calendario 2020 firmate da Paolo Pellegrin (sulle quali molte persone hanno lasciato un post-it con un commento), un totem illuminato con l’immagine ingigantita del nostro commissario disegnata da Daniele Bigliardo e soprattutto un tavolo ricco di proposte.
Oltre ai due volumi del commissario Mascherpa, ai due libri di racconti, C’era un ragazzo che come me e Pagine migranti, al Calendario 2010 (proposto nei diversi formati) i cui proventi sono destinati al Piano Marco Valerio, il progetto a sostegno delle cure delle malattie pediatriche e croniche dei figli dei dipendenti della Polizia di Stato.

Tra le nostre proposte anche il libro  Galassia islamica. Le ragioni del terrore (Intermedia Edizioni) di Sandro Menichelli, dirigente della Polizia di Stato, presente nel nostro stand con il suo libro per rispondere ai lettori curiosi di approfondire il tema del terrorismo. Presente anche Emanuele Mùrino, giornalista di Quattro Ruote, tra gli autori di Polizia e Motori dedicato alle auto storiche: «Aver scritto i testi di questo libro è senza dubbio tra le maggiori soddisfazioni che la professione giornalistica mi ha regalato e un attestato di stima per il quale ringrazio sempre l’Amministrazione – spiega Murino – Vivere la Fiera dal punto di vista dell’Istituzione è un’esperienza unica: sono davvero numerosi gli amici della polizia che visitano lo stand, anche per un semplice saluto. È stato gratificante dialogare con loro, per illustrare il libro e la finalità benefica cui sono devoluti i proventi derivanti dalla vendita. Credo che la scelta di partecipare alle fiere come questa – osserva – mi pare condivisibile e apprezzabile. Ritengo che riunire in uno stand tutte le pubblicazioni contribuisca ad avvicinare la polizia ai cittadini, a renderla trasparente. In altre parole, è un altro tangibile modo per #essercisempre». Allora non ci resta che attendere il prossimo anno per ritrovarci con i nostri lettori e con altri libri da condividere!

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La polizia italiana e l’Europa
di Cristina Di Lucente

L’appuntamento del capo della Polizia alla Nuvola, un incontro dal titolo La polizia italiana e la sicurezza in Europa, si è svolto nella giornata di apertura dedicata ai ragazzi, proprio perché secondo Franco Gabrielli un Istituzione come la Polizia di Stato ha senso se percepita come appartenente ai cittadini, in particolare ai giovani che si affacciano alla vita pubblica del Paese. Lo ha intervistato di fronte a una platea di ragazzi il direttore del settimanale l’Espresso Marco Damilano (a destra nella foto), che ha avviato il dibattito prendendo le mosse dal tema di questa edizione di Più libri, più liberi, l’Europa, partendo dall’episodio della caduta del muro di Berlino e del mondo diviso in blocchi contrapposti, un momento in cui sembrò trionfare la libertà  e sanarsi la ferita che divideva in due il Vecchio continente. Il giornalista ha ricordato come a distanza di 30 anni questo ideale sia sottoposto a critiche e attacchi e il Capo ha richiamato alla memoria quello storico ‘89, vissuto nella duplice dimensione di cittadino e operatore della sicurezza, chiamato alla lotta contro l’eversione e il terrorismo e ha sottolineato la necessità di un approccio omnicomprensivo alla storia, senza mai dare nulla per scontato. Sugli episodi di odio razziale e antisemitismo ha affermato che «il nostro Paese si può ritenere in una condizione migliore rispetto ad altri: sotto il profilo repressivo la legge Scelba del 1952 ne è stato un esempio, sancendo l’illegalità della ricostituzione del disciolto partito fascista che conteneva le stimmate delle leggi razziali; l’articolo 604 bis del codice penale dispone inoltre attualmente di una sezione titolata delitti contro l’uguaglianza, volta a colpire i soggetti che fanno propaganda o istigano a commettere delitti di origine razziale, etnica o religiosa». In breve, un Paese con gli “anticorpi” da un punto di vista culturale e della risposta delle Istituzioni, dove esiste un’apposita organizzazione che si occupa di monitorare simili reati (Oscad), ma dove i dati “confortanti” devono essere letti con cautela, tenendo conto della ritrosia delle persone a denunciare e della difficoltà da parte delle forze dell’ordine a qualificare i reati di discriminazione, talvolta mascherati da altre fattispecie criminali. La discussione è poi scivolata su temi di altrettanta scottante attualità sui quali Gabrielli si è espresso senza mezzi termini, come il Deep web, un ambiente utilizzato anche per veicolare messaggi oscuri tra associazioni criminali, «un humus contenuto, ma da non sottovalutare», il bullismo «a questo proposito i mali peggiori sono l’indifferenza e la banalizzazione», i cori razzisti negli stadi «è sempre un bene parlarne, è una forma di denuncia». Sul tema della violenza negli stadi il Capo ha inoltre evidenziato come non debbano esistere “luoghi-proprietà”, dove la legge non possa affermare la propria esistenza, e ha ribadito la necessità di marginalizzare tutti quelli che utilizzano lo stadio come sede di spaccio, violenza e odio, per lasciare allo sport il coinvolgimento e la positività che gli appartiene. Parlando del presente il direttore dell’Espresso ha posto anche la questione della minaccia terroristica internazionale, di come non possa esistere una piano di sicurezza interno disgiunto e, a questo proposito ancora una volta, Gabrielli ha invitato alla cautela, citando l’esempio britannico con uno dei primi attentati in Europa, quello al tube di Londra del 2005, che lasciò gli investigatori sgomenti soprattutto perché gli attentatori erano cittadini del Regno, di 2^ e 3^ generazione. Ribadendo la necessità della consapevolezza per la presenza di una minaccia immanente, Gabrielli ha commentato: «In Italia, che tra l’altro ha vissuto un virulento terrorismo interno negli Anni ‘70, non bisogna sottovalutare le minacce ma al tempo stesso è necessario tenere comportamenti responsabili. Il peggiore dei risultati sarebbe quello di modificare la nostra vita perché qualcuno vuole attentare ai nostri valori». Il tema conclusivo dell’incontro ha toccato infine uno dei nodi che negli ultimi tempi affliggono maggiormente la Capitale, quello del traffico di droga, della cocaina in particolare, e dei conseguenti problemi di sicurezza: «Roma è purtroppo il crocevia non solo dello spaccio e del consumo, ma anche del traffico di droga – ha concluso Gabrielli, citando un aumento degli incidenti stradali legati all’uso di sostanze alcoliche e stupefacenti – credo che la repressione sia importante, ma abbia un respiro prospettico corto, indispensabile è la prevenzione culturale, quella che permette di far comprendere come determinati comportamenti siano nocivi per noi e per le conseguenze che riverberano sugli altri». 

10/01/2020