a cura di Cristina Di Lucente

Più efficienti con la psicologia

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Imperia. No, non si tratta di una battuta di spirito, se è questo che state pensando. L’approccio psicologico al quale alludiamo è un progetto in piena regola della Direzione centrale per le risorse umane che attraverso uno staff tecnico dello psicodramma, in applicazione del programma Methods, partecipa da protagonista al 1° corso di formazione congiunto italo-francese organizzato dalla Direzione centrale dell’immigrazione e dalla polizia di frontiera di Ventimiglia. Una full-immersion di due giorni, 14 e 15 novembre, che ha coinvolto 22 operatori (11 italiani e altrettanti francesi) dedicata all’analisi di interventi congiunti, con l’obiettivo di accrescere la sinergia operativa tra le due forze dell’ordine. Lo psicodramma classico è infatti un nuovo strumento formativo di gruppo che permette di studiare autentici casi di polizia per migliorare la prestazione degli operatori: favorendo la collaborazione e attraverso il coinvolgimento dei poliziotti, questa tecnica permette la gestione attiva delle emozioni che il servizio fa scaturire, migliorandone la performance. In sostanza, rappresentare scenicamente e poi analizzare l’intervento è un’esperienza paragonabile al vedere un film su una storia realmente accaduta per poi riflettervi. «I partecipanti si sono integrati nei giochi psicodrammatici delle rappresentazioni, sono rimasti molto coinvolti emotivamente ed entusiasti dei lavori – spiega a Poliziamoderna Sandro Luzi, psicologo della Polizia di Stato e fautore del progetto – stabilire un contatto fisico tra gli “attori” nella rappresentazione scenica ha avuto inoltre un effetto particolarmente positivo». Una delle rappresentazioni messe “in scena” in questo speciale corso è stato un intervento congiunto per fermare un tir condotto da un passeur e lo sforzo all’unisono per tutelarsi dalla possibilità di essere investiti. Un’altra esperienza rappresentata è stata quella, particolarmente delicata, del respingimento di un cittadino extracomunitario. Il corso è stato presenziato da Sebastiano Salvo, direttore della 1^ Zona di frontiera ed è stato coordinato da Martino Santacroce, dirigente del settore polizia frontiera Ventimiglia e da Emanuelle Joubert, direttore dipartimentale delle Alpi marittime di Nizza. Visto il successo dell’iniziativa verrà estesa a breve anche ad altre zone. 

Guida per dileguare le ombre
Roma. “10 racconti per riconoscere i pericoli nella Rete” chiarisce subito il sottotitolo di Ombre sul Web, un volume realizzato da Roberto Sgalla, coordinatore della struttura di missione per la sicurezza cibernetica del ministero dell’Interno e dai giornalisti Paolo Butturini e Giuseppe Cesaro. La pubblicazione, realizzata con la collaborazione degli esperti della Polizia di Stato e curata dall’associazione A mano disarmata, è stata presentata lo scorso 12 novembre dagli autori e dal capo della Polizia Franco Gabrielli, presso la Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana) di fronte a un folto pubblico di studenti. Quelle a cui si riferisce questa agile guida rivolta ai giovani e alle famiglie, le ombre, rappresentano le insidie perennemente in agguato nel mondo virtuale e da cui nessuno può considerarsi esente, giovani e meno giovani, uomini e donne, benestanti ed economicamente disagiati. Sì, perché in molti sono caduti nelle trappole che si celano dietro a siti, chat, servizi di messaggistica e strumenti di comunicazione interpersonale, dove ciò che accomuna ciascuna vittima è la fragilità psicologica, la debolezza, la solitudine e la mancanza di un dialogo vero con le persone con le quali ci si confronta. Le 10 storie di fantasia sono ispirate a fatti di cronaca realmente accaduti che esemplificano alcune delle minacce che incombono su chi naviga in Rete, facendo avvicinare il lettore a punti di vista inediti: quello di un pedopornografo con il suo difficile percorso di redenzione, di truffatori e di truffati, di un’adolescente affetta da disturbi alimentari e di una donna ... ...


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03/12/2019