Mauro Valeri

Sguardo europeo sul terrorismo

Lo stato del fenomeno nel nostro Continente, questo il contenuto del Tesat 2019 realizzato da Europol

estero 8/8 19

«Nel 2018 il terrorismo ha costituito una delle più importanti minacce alla sicurezza degli Stati membri dell’Unione europea. I terroristi non mirano solo a uccidere ma anche a dividere le nostre società e a diffondere l’odio ». Queste alcune delle parole con cui il direttore esecutivo dell’Europol, Catherine De Bolle, ha introdotto il Tesat 2019, Terrorist situation and trend report, documento che viene redatto ogni anno dagli esperti dell’ Europol e che si basa sulle informazioni fornite e verificate dagli Stati membri dell’ Ue e dai partner di Europol. Il rapporto si riferisce all’attività terroristica posta in essere nella Ue durante lo scorso anno e rappresenta una fonte di dati preziosa per le forze di polizia e gli analisti d’intelligence poiché fornisce non solo i numeri ma anche le tendenze riscontrate durante il periodo di riferimento. 

Attacchi terroristici
Sono stati 129 gli attacchi terroristici nel nostro Continente considerando quelli riusciti, falliti e sventati. Di questi, 13 in Italia. Tutti gli attacchi dello scorso anno che hanno portato all’uccisione di persone sono stati però di natura jihadista e compiuti da individui che hanno agito da soli utilizzando metodologie “semplici” come armi da fuoco o coltelli. E proprio la diminuita sofisticazione nella fase preparativa e in quella esecutiva ha fatto sì che il numero delle vittime, 13, fosse molto inferiore rispetto alle 62 dell’anno precedente. La breve descrizione, in ordine cronologico, degli attentati jihadisti compiuti lo scorso anno, rivela infatti un basso livello di complessità e la necessità, per la loro messa in opera, di un finanziamento minimo o addirittura nullo: 

il 23 marzo, un 26enne di origini marocchine ha dirottato un’auto a Carcassonne (Francia), uccidendo il passeggero e ferendo il conducente. Ha poi sparato e ferito quattro agenti di polizia nelle vicine caserme e ha attaccato un supermercato a Trèbes, dove ha ucciso due civili, ferendone altri e tenendo in ostaggio i clienti. Un tenente colonnello della Gendarmeria nazionale francese, che si è offerto come ostaggio scambiandosi con un altro, è stato colpito con un’arma da fuoco e pugnalato dall’attentatore; è poi deceduto in seguito alle ferite riportate. La speciale task force della Gendarmeria nazionale francese ha ucciso l’aggressore. Un comunicato diffuso da Amaq News ha affermato che era “un soldato dell’Isis”.

Il 5 maggio, un uomo ha pugnalato e ferito gravemente tre persone all’Aia (Paesi Bassi) prima di essere ferito con un colpo di fucile e arrestato dalla polizia. Le autorità in seguito hanno reso noto che il suo movente era di tipo terroristico.

Il 12 maggio, un francese di 20 anni di origine cecena armato con un coltello ha ucciso una persona ferendone molte altre a Parigi (Francia), prima essere colpito a morte dalla polizia. La paternità dell’attacco è stata poi resa nota attraverso Amaq News la quale ha affermato che l’attentatore era “un soldato dell’ Isis” e ha diffuso un video nel quale il terrorista si dichiarava fedele all’Isis.

Il 29 maggio, un uomo di 31 anni che era stato rilasciato dal carcere in libertà vigilata il giorno prima, ha pugnalato due agenti di polizia e ha preso una delle loro armi a Liegi (Belgio). Ha usato poi la pistola sottratta per sparare e uccidere entrambi gli ufficiali, il passeggero di un’auto, e ferire altri quattro agenti di polizia all’uscita dall’edificio scolastico dove aveva brevemente tenuto una donna in ostaggio. L’aggressore è stato ucciso dalla polizia e il giorno seguente è stato rivendicata la responsabilità dell’attacco tramite Amaq News. L’autore si era convertito all’Islam e si era poi radicalizzato in carcere mentre scontava una condanna per reati di droga; il rapporto dell’Europol sottolinea come le persone con un passato criminale, in particolar modo quelle soggette allo stato di detenzione, possano essere vulnerabili all’indottrinamento e alla radicalizzazione.

Il 31 agosto, un afgano di 19 anni che aveva presentato domanda di asilo in Germania ha pugnalato, ferendoli gravemente, due turisti americani nella stazione centrale di Amsterdam (Paesi Bassi), prima di essere ferito da un colpo d’arma da fuoco e arrestato dalla polizia. Il motivo dell’attentato, come reso noto successivamente dalle forze dell’ordine, era di tipo terroristico.

L’11 dicembre, un cittadino francese di 29 anni di origine algerina armato con una pistola e un coltello ha ucciso cinque persone, ferendone poi anche altre in un attacco vicino al mercatino di Natale di Strasburgo (Francia). È stato ferito dalla polizia prima di fuggire e, dopo una ricerca di due giorni, è stato ucciso a Strasburgo. L’Isis ha affermato che l’attentatore era un suo “soldato” attraverso una dichiarazione di Amaq News del 13 dicembre. Diverse persone sono state arrestate in connessione con l’attacco, compreso l’individuo che, presumibilmente, ha dato al terrorista l’arma da fuoco utilizzata nell’attentato.

Il 31 dicembre, un 25ennedi origine somala armato con un coltello da cucina ha ferito tre persone tra cui un ufficiale di polizia alla stazione Victoria di Manchester (Regno Unito). L’aggressore è stato arrestato ed è stato confermato che alla base del gesto criminale vi fossero motivazioni legate al terrorismo islamico.

Gli attacchi jihadisti sventati
Sedici attacchi basati sull’utilizzo di ordigni esplosivi improvvisati sono stati sventati, in particolare 3 di questi, in Francia, Germania e Italia, prevedevano di utilizzare materiale chimico, biologico e radiologico (NBCR). È stata osservata una crescita della propaganda e del training legato a detto tipo di materiale e quindi una minaccia più elevata a questo legata. Il numero significativo di attacchi sventati indica sia l’efficacia dell’azione di contrasto delle forze di polizia e dell’intelligence sia che il livello di minaccia nell’Ue rimane elevato. 

Gli arresti
Nel nostro Continente sono state arrestate lo scorso anno più di mille persone (1.056) per reati legati al terrorismo, di cui 56 in Italia. Di queste, 511 erano legati al jihadismo.

Foreign fighter
Il numero di terroristi europei che hanno raggiunto, o tentato di raggiungere, le zone di conflitto è stato basso. 

La priorità assoluta delle reti jihadiste negli Stati membri dell’Ue è diventata quella di compiere attività terroristiche all’interno di questi territtori. Nonostante il degrado delle strutture organizzative dell’Isis infatti, l’organizzazione mantiene l’intento di compiere attacchi al di fuori delle aree di conflitto utilizzando ex militanti e individui ispirati dalle attività di propaganda. 

Anche Il numero di persone che ritornano nell’UE dalle aree di conflitto è rimasto molto basso. Centinaia di cittadini europei – tra cui donne e minori, principalmente di età molto giovane – rimangono in detenzione nella zona di conflitto irachena e siriana. Anche se i minori sono essenzialmente vittime, l’indottrinamento e la formazione che hanno ricevuto negli ex territori dell’Isis possono rappresentare una potenziale minaccia futura. 

Propaganda on line  e attacchi informatici

La sconfitta militare dell’Isis in Iraq e Siria ha avuto un significativo impatto sulle capacità digitali dell’organizzazione. Parallelamente, la coerenza delle narrazioni veicolate on line è stata compromessa dall’ incapacità del gruppo di unificare internamente le posizioni ideologiche. Grazie però alla presenza di reti di sostenitori non ufficiali e media pro Isis, l’organizzazione terroristica è riuscita a mantenere la propria presenza in Rete su piattaforme alternative e tecnologie open source. 

Se il livello di propaganda on line rimane tecnologicamente avanzato così come le capacità nell’utilizzo di trasmissioni criptate, le tecniche utilizzate dall’organizzazione per operare attacchi informatici sono risultate essere rudimentali. 

Isis vs Al Qaeda
Al di fuori dell’Europa Al Qaeda ha continuato a esercitare potere e influenza nelle aree di conflitto anche a spese dell’Isis. Gli affiliati di Al Qaeda hanno fatto affidamento sulla costruzione di alleanze con tribù locali e sfruttato le rimostranze politiche a livello locale e internazionale anche nei messaggi diretti al pubblico europeo.

Altre tipologie di terrorismo
Dei 129 attacchi, tra tentati, sventati e riusciti , 24 sono risultati essere legati al terrorismo di tipo jihadista mentre gli altri erano vicini a ideologie diverse: quella di estrema destra, 1 caso in totale verificatosi in Italia, di estrema sinistra, 19 di cui 10 nel nostro Paese, ed etnico-nazionalista, 83 di cui ben 53 solo nel Regno Unito, e che hanno avuto quasi sempre come obiettivo la polizia britannica e sono stati messi in atto con molotov, esplosivi e armi da fuoco da individui collegati con la criminalità organizzata.

Il Tesat 2019 è disponibile, in lingua inglese, sul sito dell’Europol (www.europol.europa.eu)

29/08/2019