Antonella Fabiani

Fantastica Elisabetta

Capace di raggiungere milioni di bambini di tutto il mondo, l’autrice di Geronimo Stilton parla di sé e di come riesce a gestire il suo successo

interv 8/9 19

È uno di quegli incontri speciali. Ascoltare Elisabetta Dami fa ricordare l’importanza della gentilezza, della cortesia e di come il successo possa diventare l’occasione per accrescere la sensibilità verso il prossimo. Parlare con l’autrice di Geronimo Stilton (una delle serie illustrate per ragazzi più conosciute al mondo) significa verificare come qualità manageriali, creative e di grande umanità siano un mix vincente. Raggiunta al telefono, le abbiamo chiesto di parlare della sua creatura letteraria ma anche di se stessa.  

Geronimo Stilton ha venduto solo nel nostro Paese 30 milioni di copie (160 in tutto il mondo), è stato tradotto in 49 lingue. Come è nato il personaggio?
È una storia che racconto sempre perché penso che condividere una esperienza come la mia che ha avuto un lieto fine possa aiutare altre persone ad avere fiducia nel futuro. Tanti anni fa per un problema medico scoprii che non potevo avere bambini, così cominciai a fare volontariato negli ospedali pediatrici tramite delle associazioni. Il contatto con i bambini faceva bene a me e a loro, ma volevo fare ancora di più. In quel periodo si parlava tanto del medico americano Patch Adams che, travestito da clown, cercava di dare serenità ai bambini nell’ospedale dove erano ricoverati. Questo esempio mi portò a riflettere su quello che avrei potuto fare per aiutare maggiormente i bambini e decisi di scrivere delle storie: così mi inventai Geronimo, un topo pasticcione, buffo, che si fa in quattro per aiutare gli amici che assomiglia tantissimo a me. Ai bambini piaceva questo personaggio e soprattutto il fatto che Geronimo aiutasse i propri compagni perché a quell’età riescono a percepire il valore di un amico quando ci si trova in difficoltà.  

Qual è il segreto del successo?
Gli ingredienti della narrazione sono i valori, l’umorismo e tanta avventura. Tra i valori l’onestà, la lealtà, l’amicizia, il rispetto per se stessi e per gli altri, per i genitori, per l’ambiente. Anche il rispetto per le Istituzioni è importante: è un argomento di cui parlo spesso ai bambini che incontro ai quali dico che noi siamo le Istituzioni.  A loro spiego anche l’importanza del lavoro svolto dai poliziotti ,che per questo meritano rispetto e ammirazione. Questi concetti se vengono spiegati ai bambini fin da piccoli poi danno i loro frutti nel tempo, rendendoli persone rispettose. Con gli anni le avventure di Geronimo sono diventate l’occasione per spiegare con le parole giuste i vantaggi che derivano dal comportarsi bene rispettando le regole.  

Quando è iniziata la collaborazione con la Polizia di Stato?
Il progetto con la polizia è partito quattro anni fa. La presenza di Geronimo  all’interno del Diario della Legalità per le scuole è importante, perché è nato per stare vicino ai bambini per aiutarli a rispettare i valori e trovare il senso della vita. 

I libri di Geronimo sono venduti in molti Paesi del mondo.  Le trame sono le medesime o ci sono degli adattamenti?
Le storie nascono tutte in Italia e non subiscono adattamenti particolari, perché contengono valori validi per tutti i bambini del mondo: il desiderio di avere amici, di volere bene alla mamma e di volere diventare adulti. Quello che ho imparato è che fino a 8 anni i bambini credono che Geronimo esista davvero, che viva sull’isola di Topazia e scriva libri. Con quelli più grandi mi presento come la mamma di Geronimo e posso dire che nessun bambino si è mai meravigliato che fossi la mamma di un topo.

Geronimo il prossimo anno compie 20 anni. Quando uscì come fu accolto? 
È stato un progetto editoriale che mi è costato molto impegno. In principio non è stato facile farlo conoscere perché era considerato un prodotto buonista rispetto ad altri tipi di libri per bambini che andavano di moda in quel periodo e che prediligevano ambientazioni horror. Ma alla fine il pubblico dei lettori mi ha premiato. 

Geronimo è tradotto in molte lingue. Quali sono i Paesi in cui è maggiormente letto?
È molto apprezzato negli Stati Uniti, in Cina, è venduto in Russia, Ucraina, Estonia, nelle Filippine, in Australia, in Africa. È distribuito nei Paesi arabi sia in lingua araba che inglese e mi è capitato di trovarlo in un aeroporto in India.

Come si svolge la sua giornata?
La mattina mi alzo presto perché così ho molte ore a disposizione per fare tante cose. Appena sveglia faccio un’ora di esercizio fisico e contemporaneamente ascolto alcune lezioni di inglese oppure chiamo gli amici mattinieri come me. Poi mi metto a scrivere: per fortuna non ho mai avuto il problema della pagina bianca. Mio padre, anche lui editore, mi ha insegnato degli espedienti che mi hanno permesso sempre di scrivere, perché sosteneva che non esiste nulla che non si possa fare se ci si impegna e che è importante portare a termine qualsiasi cosa si sia iniziata. In generale cerco di vivere in modo sano, soprattutto di avere un’alimentazione priva di cibi spazzatura.

Riesce a trovare il tempo di leggere e cosa? 
Io amo tutti i libri ma in particolare mi piacciono quelli per ragazzi. Tra i miei preferiti ci sono il Piccolo principe di Antoine de Saint Exupéry, il Signore degli anelli di Tolkien, Le cronache di Narnia di C.S. Lewis, ma anche Piccole donne della Alcot. Amo i teatro greco e, tra gli scrittori, il grande Shakespeare perché ha saputo cogliere e descrivere le passioni umane. Mi piace l’umorista inglese P. G. Woodehouse, Agata Christie... ma leggo anche testi più intellettuali e filosofici. Trovo che ogni libro sia una grande viaggio. Mi è piaciuto molto anche il Commissario Mascherpa e aspetto di leggere gli altri libri di cui sarà protagonista. 

Le è mai venuta l’idea di scrivere un romanzo o altro?
Si, ho tante idee. Per ora mi sto ancora dedicando a Geronimo perché credo abbia ancora bisogno di me come “mamma”. Ma il prossimo anno compirà 20 anni e penso che potrò pensare ad altri progetti editoriali. 

Lei non è solo una scrittrice ma anche una sportiva. 
Da ragazza ho praticato il paracadutismo e ho preso il brevetto da pilota. Ora mi piace partecipare alle maratone che faccio con passo veloce, mi piace molto camminare in riva al mare, nuotare, passeggiare in montagna. Sono stata in Nepal, ai piedi dell’Himalaya, sono salita sul Kilimangiaro in un viaggio in cui ho scoperto che si arriva in cima portati dalla forza di volontà e non dai muscoli, e poi ho attraversato l’Africa. Ho fatto tante esperienze avventurose che mi hanno aiutato ad avere materiale da raccontare ai ragazzi.  

Quali sono le cose che la rendono felice? 
Innanzitutto scrivere. Ogni sera quando chiudo il pc penso sempre che per un’altra giornata sono riuscita a fare un lavoro che mi dà tanto. Poi mi piace cucinare soprattutto per i miei amici. Adoro preparare anche i dolci: ho una ricetta del tiramisù di una mia bisnonna che spesso preparo in grandi dimensioni da regalare alle comunità. Una volta ne ho preparato uno per 100 persone. 

... quelle che la fanno arrabbiare?
Io cerco di non arrabbiarmi mai. I miei amici lo sanno. Quando c’è qualcosa che mi disturba con una persona cerco di calmarmi e di trovare un modo per chiarire. Certamente ci sono delle cose nella vita che mi fanno indignare: la mancanza di puntualità, di rispetto verso le regole e le persone che le applicano. In questo senso ho una grande riconoscenza per i poliziotti che rischiano la vita per tutelare la sicurezza di tutti noi. Mi indigna l’assenza di consapevolezza ambientale che ricadrà soprattutto sulle generazioni future. Non sopporto l’ipocrisia, la  malafede e mi infastidisce chi dà importanza al potere e al successo, offrendo un cattivo esempio ai ragazzi. 

Ci consiglia con quali libri invogliare un bambino alla lettura?
Secondo me ogni libro può stimolare la passione per la lettura, purché non sia diseducativo, questo lo sottolineo perché nell’editoria contemporanea ci sono prodotti che propongono valori negativi. L’importante è che siano libri che stimolino la fantasia e l’immaginazione dei ragazzi e preferibilmente siano scelti dai genitori o da un educatore, poiché i bambini non hanno capacità critica. Mi piace ricordare le parole del grande scrittore Roald Dahl: «Se i ragazzi trovano al momento giusto dei libri che gli interessano, da grandi saranno lettori forti». 

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LE DOMANDE DEI LETTORI

Sofia, 11 anni 
Perché hai scelto come personaggio un topo?

Amo tutti gli animali,ma ho scelto un topo perché molti studi hanno dimostrato che sono tra gli animali più simili all’uomo. I test di intelligenza che hanno fatto sui topi hanno rivelato che hanno la capacità di imparare dalle esperienze, di elaborarle per trovare soluzioni. Siccome anche io sono molto curiosa mi sono detta cosa ci sia di meglio di un topo che è un animale curioso per parlare ai bambini. E poi perché quando ero piccola avevo un topo che si chiamava Beniamino.

Daniele, 8 anni
Perché Geronimo Stilton fa il giornalista? Si sposerà mai?

Geronimo fa il giornalista e scrive libri perché gli piace la cultura e gli piace che il suo lavoro sia una missione di poter informare gli altri. È il direttore dell’Eco del roditore e considera i lettori dei suoi libri e del giornale come amici con i quali condividere l’esperienza che fa. Non credo si sposerà. Ho già chiesto ad altri bambini cosa ne penserebbero e mi hanno risposto che non avrebbe più tempo per loro. Quindi penso che continuerà dedicarsi al suo lavoro. 

Matteo, 11 anni 
Cosa si prova ad essere così famosa?

È un grande valore per me essere famosa perché mi ha permesso di comunicare con moltissimi bambini, conoscere tante persone e questo ha arricchito la mia esperienza personale anche nei momenti difficili.  Spesso i bambini mi chiedono anche cosa ne faccia dei tanti soldi che guadagno: e dico loro che il denaro guadagnato mi ha permesso di fare molta beneficenza e di poter cambiare la vita di tanti ragazzi. Trovare il tempo e dedicare una mattina a parlare a 100 bambini dentro una scuola per me è una cosa impagabile. 

 

29/08/2019