Annalisa Bucchieri

Polizia a 360°

Ci sono fotografi dediti a documentare i fatti e i loro protagonisti, veri e propri testimoni del tempo in cui vivono. Molti con i loro scatti hanno risvegliato le coscienze su accadimenti e orrori lontani, fissando per sempre nei sali d’argento la memoria visiva di ciò che noi umani siamo capaci di fare nel bene e nel male. Sono i grandi fotoreporter in concorso ogni anno nel mese di maggio per il prestigioso World Press Photo Prize, dei quali riteniamo a mente magari solo un nome, quello del vincitore. Poi ci sono i fotografi visionari, quelli che creano immagini mentali e interiori che nella realtà esteriore non esistono. Sono artisti che guardano a ciò che ancora non c’è oppure rappresentano la complessità della vita in maniera metaforica ed evocativa. 

Infine ci sono i fotografi che innestano l’inventiva nel racconto oggettivo: sperimentano nuove tecniche per riprendere la realtà da un inedito punto di vista, osservandola con uno sguardo nuovo “non umano” come quello che ci ha regalato Massimo Sestini nell’immagine che abbiamo scelto per la nostra copertina. Durante le celebrazioni del 167° Anniversario, sulla splendida terrazza romana del Pincio, Sestini si è posizionato sulla guida azzurra, nel baricentro esatto tra lo schieramento e il palco d’onore e manovrando un’asta di 4 metri e mezzo sulla cui cima aveva montato una macchina fotografica con due obiettivi fish eye (ognuno restituisce un’inquadratura di 180°) ha scattato una foto della scena a 360°. Sestini è il primo in assoluto ad usare questa tecnica che riproduce la visione di un uccello in volo e l’ha pensata proprio per quei luoghi e per quelle situazioni affollate che non permettono l’utilizzo del drone. L’escamotage, oltre a essere geniale, ci dona una straordinaria icona della Polizia di Stato: è un’immagine simbolo del suo esserci sempre e del suo vigilare a 360° sull’incolumità dei cittadini, è l’immagine simbolo delle sue competenze e responsabilità in ogni settore, del suo saper declinare ovunque la sicurezza: sulle strade come nei laboratori scientifici, nelle sale operative come in mare o in montagna. 

Eccolo dunque, il pianeta-Polizia. Come tutti i pianeti è un ecosistema pulsante dove ognuno è correlato simbioticamente all’altro, tutti hanno una funzione strategica che contribuisce al suo ciclo vitale. Un pianeta pieno di umanità oltre che di professionalità . Ci piace vederlo così come lo vedrebbe l’aquila dalle ali spiegate quando dal cielo vola giù per posarsi sulle uniformi della Polizia di Stato. ϖ

02/05/2019