Annalisa Bucchieri

Al passo con i tempi

È una covergirl del tutto speciale quella che abbiamo scelto per questo numero di Poliziamoderna. Si tratta di Arianna Amadori, 43 anni e due figli, fino all’altro ieri artificiere della Polizia di Stato e dal 18 aprile una delle dieci donne inserite nelle fila operative in 6 dei 15 Reparti mobili d’Italia. Una prima assoluta nella storia delle forze dell’ordine che non nasce, però, con lo spirito di mettere la bandierina rosa nell’ultima landa di tradizione maschile. «Non è uno spot pubblicitario, non saranno suffragette - ha voluto sottolineare infatti il capo della Polizia Franco Gabrielli, il 16 aprile scorso quando, durante gli Stati generali dell’ordine pubblico, ha annunciato la novità - Ovviamente manderemo colleghe che abbiano determinate caratteristiche fisiche perché l’ordine pubblico implica una capacità di resistenza che anche le donne sanno avere. Quindi lo faremo con intelligenza, con quella giusta progressione che un’innovazione necessariamente comporta. Crediamo anche che questa immissione di colleghe nei Reparti sia un ulteriore passo verso quell’ammodernamento cui la nostra amministrazione guarda con particolare attenzione».

In definitiva non si è voluto forzare la mano in nome delle “quote rosa” o per ribadire il principio di eguaglianza uomo-donna in polizia, principio peraltro già ben rappresentato dalla presenza femminile in molti ruoli apicali o superspecialistici dell’Istituzione. Senza troppi squilli di tromba si è preso atto che i tempi sono ormai maturi per apportare questa novità, anzi è il cambiamento sociale che spinge “fisiologicamente” in questa direzione. Più che di una scelta politica si tratta di una scelta funzionale all’ostico lavoro dei Reparti mobili, invisibile quando le manifestazioni vanno bene, sotto l’occhio infuocato e spesso distorcente dei media quando la violenza esplode e gli eventi prendono una brutta piega. 

L’apporto migliorativo delle donne nei Reparti mobili era già stata intuito dallo psicologo ed esperto di sociologia delle masse Vittorino Andreoli che proprio su Poliziamoderna qualche anno fa scriveva: “sarebbe opportuno aumentare l’utilizzo delle donne in prima linea, perché è molto più facile che un malintenzionato, che con la violenza pensa di riscattarsi, davanti a una donna s’inibisca”. Inoltre in generale la donna possiede forti capacità empatiche idonee a percepire lo stato emozionale di chi la fronteggia e ad entrare nelle sue corde per abbassare i toni esasperati. Rimane solamente da augurare: buon lavoro, signore!

02/05/2018