Elisa Cozzarini*

Siccità cronica

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Italia a secco frutto dei cambiamenti climatici. Fra sprechi e usi impropri, dai campi alle case. I numeri e le buone pratiche possibili

amb 11-17

È davvero con piacere che avviamo questa collaborazione con Poliziamoderna. E lo facciamo con la convinzione che i suoi lettori siano già sensibilizzati sui temi ambientali. Conosco da diversi anni questa prestigiosa rivista che già in passato ha ospitato inchieste e articoli di approfondimento sul tema dell’ecomafia, ma non solo.
Grazie agli articoli di Nuova Ecologia, che sceglieremo insieme e sottoporremo all’attenzione dei lettori di Poliziamoderna, cercheremo di arricchire ogni mese questo bagaglio di conoscenza e di consapevolezza condivisa. Le questioni ambientali, con le loro ricadute culturali, sociali ed economiche, richiedono, per essere affrontate e se possibile risolte, sinergie vere. E gioco di squadra. 
È quello che abbiamo deciso di fare attraverso due riviste che si rivolgono a pubblici diversi ma con sensibilità comuni. A partire dall’impegno dei propri lettori per l’affermazione nel nostro Paese di un’autentica cultura della legalità. Che non può certo prescindere dal rispetto per l’ambiente in cui viviamo.

Enrico Fontana - direttore de La Nuova Ecologia 

I primi segnali di una stagione fuori dalla norma sono arrivati dai fiumi, il Po, il Piave, il Tagliamento, in sofferenza già dalla primavera, per l’assenza di neve e pioggia e per l’eccessivo prelievo. Lunghi tratti dei corsi d’acqua ridotti a pietraie con il mare che risaliva dalle foci stravolgendo gli ecosistemi. A inizio settembre, la sorgente del Po è addirittura scomparsa.

L’emergenza ha colpito anche i laghi, non solo quello di Bracciano, sacrificato per una poco lungimirante gestione dell’acqua di Roma, a lungo appesa all’incubo di un razionamento dell’acqua potabile. Il livello del Trasimeno è calato di oltre 75 centimetri rispetto allo zero idrometrico, facendo scattare la sospensione degli attingimenti per tre giorni alla settimana. In base ai dati dell’Anbi, l’Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e tutela del territorio e acque irrigue, tutti i grandi laghi del Nord si sono abbassati sotto le medie, durante l’estate, con il Garda ridotto al 21% della sua capacità, il lago di Como al 20% e il Maggiore al 25%. Al Sud le scorte idriche trattenute nei principali invasi, soprattutto in Calabria e Basilicata, sono diminuite del 40%. La commissione Ambiente della Camera, a luglio, ha delineato uno scenario di vero e proprio allarme da crisi idrica «per tutto il Paese, ancor più nelle zone che hanno maggiormente risentito della siccità negli ultimi mesi», come spiega il presidente, Ermete Realacci. In Sardegna, nelle aree della Gallura, del Logudoro, del Campidano e dell’Iglesiente, del Montevecchio e del Tirso «le piogge autunnali nel periodo 2015-2017 sono state inferiori dell’80%-90% rispetto a quelle rilevate nel lungo periodo – prosegue Realacci – Considerando solo l’anno idrologico 2016-2017, nelle aree citate le precipitazioni sono state le più basse mai registrate dal 1922, anno d’inizio delle rilevazioni pluviometriche».

Paola Mercogliano del Centro euromediterraneo sui cambiamenti climatici evidenzia come lo scenario ipotizzato per l’Italia al 2021-2050 sia già arrivato. Il 2017 quindi, non sarà un anno eccezionale e sarà da attendersi in futuro un aumento dei periodi di siccità e una diminuzione delle piogge, soprattutto quelle estive, del 20% rispetto a oggi. Quando pioverà, i benefici saranno ridotti perché l’acqua bagnerà una terra arida, essiccata anche a livello profondo, con danni per la sostanza organica e la fertilità dei terreni agricoli. Senza considerare i disastri provocati da piogge int

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07/11/2017