Vittorio Scarpelli*

(Co)senza barriere

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Territorio complesso e variegato, Cosenza e la sua provincia mantengono la loro vocazione di accoglienza anche grazie al lavoro degli operatori di polizia

cittaquest8-9-17

La confluenza tra i fiumi Crati e Busento racchiude l’Atene della Calabria. Paesaggi mozzafiato – a pochi passi dal mare e a un tiro di schioppo dai monti silani – e un’intensa attività culturale caratterizzano Cosenza. Cosenza la storica, Cosenza la dinamica, ma soprattutto Cosenza l’accogliente. Il capoluogo bruzio ha aperto le braccia al nuovo che arriva, senza mantenere un atteggiamento snob dinanzi ai cambiamenti o alle ondate di migranti che attraccano sulle coste. L’extracomunitario che mette piede nella città dei bruzi non si sente uno sconosciuto in balìa di un destino incerto. A lui, come al turista proveniente dall’Est, il cosentino-tipo un sorriso non lo nega mai. Non lo negano neanche i servitori dello Stato. Ama definirsi così il questore di Cosenza, Giancarlo Conticchio. Ha messo piede solo da pochi mesi nella struttura di via Giovanni Palatucci, nel “cuore” della città, ma non è affatto nuovo a esperienze calabresi, avendo operato in passato a Reggio Calabria e Vibo Valentia. La sensazione è che “Cosenza l’accogliente” abbia fatto valere la propria nomea anche nei confronti del massimo garante della sicurezza. «Cosenza si dimostra ai miei occhi, giorno dopo giorno, una città aperta e democratica», afferma il questore, «e va ben oltre i 70mila abitanti, tenendo conto dell’ampia portata della provincia, composta da 155 comuni, e della presenza dell’università della Calabria, centro nevralgico culturale che accoglie migliaia di giovani provenienti da altre zone della regione, ma non solo». Ci vorrebbe una vita, forse più, per stringere le mani di tutti gli amministratori della provincia di Cosenza, ma Conticchio ama le sfide e ha iniziato a incontrare tutti i sindaci del Cosentino. Lo attendono 155 chiacchierate e un taccuino formato gigante: ogni territorio ha le sue peculiarità, ma anche i suoi problemi e i suoi grattacapi da risolvere. Di recente, la città dei bruzi è stata oggetto della visita del prefetto Franco Gabrielli. Per la prima volta, un capo della Polizia ha varcato i confini cosentini. L’ha fatto in occasione di un seminario sulla ludopatia, una delle piaghe del momento. 

L’evento è stato organizzato con dovizia di particolari dalla questura di Cosenza, che ha curato ogni istante della manifestazione con attenzione e professionalità. Il prefetto Gabrielli è stato attratto proprio dalla vocazione all’accoglienza manifestata dai cosentini, ma allo stesso tempo dalla disponibilità e dalla determinazione delle donne e degli uomini che rappresentano la Polizia di Stato. Sempre presenti, in mezzo alla gente. La questura di Cosenza c’è, in città come in provincia ed è riconosciuta dai cittadini come centro nevralgico, punto di riferimento, autentico baluardo della sicurezza. «L’esserci sempre è la nostra prerogativa – precisa il questore Giancarlo Conticchio – il nostro stile di vita. Abbiamo il dovere di esserci, anche quando si presentano situazioni spiacevoli». La Polizia di Stato, alle latitudini cosentine, non lavora solo a bocce ferme, ovvero quando

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31/08/2017