a cura di Cristina Di Lucente

Le Pantere: dalla storia al mito

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pdn 7/16

Colore nero, agilità e velocità “predatorie”, un “muso” che ricorda quello temibile e affascinante del felino: nasce così il mito delle Pantere della Polizia di Stato, sulle linee inconfondibili di automobili che ancora oggi solcano le strade delle nostre città e quelle della fantasia, al cinema e in televisione, sempre in caccia, sempre in cerca del criminale da raggiungere, da fermare. La storia che si tramanda diventa mito e il mito giunge oltre i confini nazionali, dove il fascino delle nostre Pantere, custodite con cura e passione presso il Museo delle auto della Polizia di Stato, a Roma, suscita interesse e curiosità. È dall’Olanda, infatti, il paese dei tulipani e di Van Gogh, che giunge un’idea interessante e nuova: realizzare un documentario sulle auto della polizia italiana in lingua inglese, da veicolare in Europa e nel mondo, intitolato proprio “Le Pantere della polizia italiana”. Tutto nasce dalla passione di due artisti affermati in campo documentaristico come Mirko Cocco, filmaker, e Angelo Van Schaik, giornalista, che hanno deciso di ripercorrere quattro decenni della vita italiana a bordo di cinque auto storiche della polizia, a partire dal primo dopoguerra e fino agli Anni ’70.

Il viaggio inizia a bordo della Jeep Willis (Ford GPW) del 1943 e prosegue sui profili scattanti delle Alfa Romeo 1900 Super TI Speciale del 1958 e della 2600 SPRINT del 1964; e ancora: la mitica Alfa Romeo Giulia Super 1600 Speciale del 1972, protagonista di spettacolari e rocamboleschi inseguimenti cinematografici, sino all’indimenticabile Ferrari 250GT/E 2+2 del 1962, resa famosa dal maresciallo Armando Spatafora, la cui professionalità e abilità al volante hanno ispirato il film Poliziotto sprint, reso celebre dall’attore Maurizio Merli.

Conducenti d’eccezione, alcuni operatori qualificati della polizia che per un giorno hanno preso il volante dei prestigiosi veicoli indossando le divise d’epoca del tempo. «Dopo un primo momento d’imbarazzo – ci racconta Emiliano, uno dei tre poliziotti che si sono prestati come “narratori” – tutto è andato per il meglio. Parlare del nostro lavoro, che ieri come oggi è fatto di sacrifici ma anche di tante soddisfazioni, è stato naturale e immediato. Siamo parte di qualcosa che continua nel tempo e le auto che ci “accompagnano”, proprio come noi, servono un’idea e dei principi che ho cercato di trasmettere e condividere in modo spontaneo».

Un piccolo cameo ce lo ha regalato Carmen Spatafora che ha parlato con passione di alcuni piccoli momenti della vita di suo padre legati proprio alla Ferrari 250GT/E. Il documentario prevede anche un percorso virtuale all’interno del Museo delle auto, tra caratteristiche tecniche, dettagli, ma anche aneddoti e curiosità raccontate da Francesco e Tommaso, i nostri operatori. Le immagini esterne, poi, mostrano le auto d’epoca sfilare per le strade dell’Urbe lungo suggestivi itinerari come il Circo Massimo, Trastevere e i quartieri Ardeatino e Aventino.  «Il Museo è stupendo, unico e sono rimasto colpito non solo dalle auto e dalla storia della Polizia di Stato, ma soprattutto dal livello  di preparazione e dalla disponibilità degli operatori che hanno veramente fatto la differenza», questo ha raccontato il regista Mirko Cocco, parlando della sua esperienza nella realizzazione del video. Il 28 maggio 2016 a Nieuw-Vennep, un paesino non lontano da Amsterdam, è stato presentato ufficialmente il documentario, che ha visto la partecipazione della Polizia di Stato attraverso un collegamento Skype realizzato all’interno della sala riunioni dell’Ufficio relazioni esterne e cerimoniale. L’opera, della durata di 30 minuti circa, è stata suddivisa in cinque puntate che, dal 29 maggio fino al 25 giugno prossimo, sono state visibili anche sul profilo Facebook della Polizia di Stato e di Agente Lisa.

Nicola Marchetti-Francesca Pesci

 

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23/06/2016