Cristina Di Lucente e Chiara Distratis

Storie nella Nuvola

Poliziamoderna alla Fiera nazionale della piccola e media editoria con uno stand e alcune presentazioni, per trasmettere i valori della legalità attraverso la cultura

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Una struttura avveniristica, una scatola di acciaio e vetro che guarda la città eterna con al centro una grande nuvola sospesa. Il Roma convention center La Nuvola è una location che strizza l’occhio al futuro, perfetta per ospitare la diciassettesima volta di Più libri più liberi, la fiera dedicata alla piccola e media editoria che si è svolta dal 5 al 9 dicembre scorso. “Per un nuovo umanesimo” è stato il lietmotiv di questa edizione che ha registrato uno straordinario successo di pubblico: oltre 100mila presenze, più di 1.500 autori italiani e internazionali. Anche quest’anno, grazie al sostegno di Budget Autonoleggio, Poliziamoderna è stata presente con uno stand visitato da vecchie e nuove conoscenze e che ha fatto da vetrina ai prodotti editoriali ideati dalla Rivista e realizzati grazie all’editore, il Fondo assistenza per il personale della Polizia di Stato, che devolve il ricavato delle vendite al Piano Marco Valerio, a sostegno delle famiglie dei poliziotti con figli affetti da gravi malattie. Allo stand anche libri scritti da poliziotti o con tematiche attinenti la sicurezza e la storia della nostra Istituzione. Tra conferenze e presentazioni di libri, anche due incontri “made in Poliziamoderna”, organizzati in collaborazione con Biblioteche di Roma per presentare Pagine migranti, la raccolta dei racconti vincitori della V edizione del concorso letterario “Narratori in divisa”, e La rosa d’argento, prima indagine a fumetti del Commissario Mascherpa. Siamo orgogliosi di aver ricevuto un feedback positivo dalle numerosissime visite al nostro stand e speriamo di essere riusciti a trasmettere i valori della Polizia di Stato attraverso la cultura. 

”Responsabilmente” poliziotto
Nella Nuvola si è dibattuto anche di attualità, di politica alta, di etica e responsabilità, queste ultime le due parole chiave che hanno dato il tema all’incontro-intervista tra il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana e il capo della Polizia, Franco Gabrielli. L’evento, organizzato da Poliziamoderna, si è svolto nella giornata di apertura della fiera nella sala Luna, alla presenza di un folto pubblico tra cui spiccava una rappresentanza di donne e uomini in divisa, i prossimi ispettori che usciranno dalla scuola di formazione di Nettuno. L’incontro ha preso avvio da un concetto del filosofo Max Weber, l’agire tenendo conto delle conseguenze delle proprie azioni, e dallo sfasamento che spesso i cittadini hanno tra percezione e realtà. Un tema tanto più importante se rapportato alla sicurezza che, come sottolineato da Gabrielli, evidenzia la scissione tra sicurezza rilevata e percepita, essendo la prima quella relativa alle statistiche che segnalano una diminuzione dei reati, e la seconda quella riferita dai cittadini, che lasciano trapelare un Paese impaurito. Questo secondo tema non andrebbe sottovalutato, né banalizzato «perché la polizia che io amo è quella che entra in sintonia con i bisogni della gente; sarebbe un approccio culturale sbagliato quello di dire “abbiamo altri problemi” – ha evidenziato il capo della Polizia – il peggior delitto che possiamo commettere è la perdita di credibilità». 

Nel corso di un dialogo serrato sono stati trattati i temi più caldi che la nostra società presenta, come legittima difesa, giustizia, terrorismo e immigrazione. Riguardo questo fenomeno, che secondo il giornalista ci accompagnerà per molto tempo, Gabrielli ha spiegato come l’Italia lo abbia da sempre trattato con un approccio emergenziale, partendo dall’erronea convinzione che avrebbe coinvolto marginalmente il nostro Paese. Il Capo ha anche definito le tre macrocategorie che riguardano la questione immigrazione, regolamento dei flussi, rimpatri e integrazione, ciascuna delle quali andrebbe fronteggiata «secondo quell’etica della responsabilità che implica azioni per affrontare i problemi per come vanno gestiti, con coraggio e capacità». 

Franco Gabrielli ha poi espresso la sua soddisfazione per la crescente professionalizzazione dei poliziotti, che «esprimono livelli culturali elevati per costruire il rapporto con il cittadino, intercettandone i bisogni e comprendendo la complessità sociale». A tale proposito è emerso il percorso compiuto dalla Polizia di Stato nell’attenzione particolare prestata alle “vittime”, che si traduce sia nella gestione dei reati di genere che nella formazione degli operatori. «Quando parlo ai poliziotti nelle scuole – ha dichiarato Gabrielli – li incoraggio a non perdere mai quel profilo di umanità che fa la differenza rispetto alle funzioni che siamo chiamati ad attendere, anche nei confronti di chi delinque dobbiamo avere un atteggiamento di rispetto della dignità personale».  

Giovani promesse e narratori in divisa
Quale occasione migliore di una fiera dell’editoria che ha come filo conduttore un “nuovo umanesimo“ per presentare Pagine migranti, frutto della V edizione del concorso letterario di Poliziamoderna, “Narratori in divisa”. Mercoledì 5, nello spazio giovani delle Biblioteche di Roma, le cinque giovani vincitrici hanno parlato dei loro racconti e dialogato delle migrazioni e dell’integrazione con due dei poliziotti vincitori. In questo concorso non solo è stata riconfermata l’apertura alla categoria juniores, ma è stato anche affrontato un argomento spinoso, quello del rapporto con lo straniero. Il capo della Polizia ha accolto con entusiasmo questa iniziativa e nella prefazione scrive: «Nei racconti dei poliziotti emerge prepotentemente quella carica di umanità che sta dentro la divisa, senza la quale il nostro lavoro sarebbe impossibile da assolvere e spesso da risolvere». E poi, parlando dei lavori dei ragazzi, ha sottolineato l’impegno e la sorprendente profondità con cui hanno accolto questa tematica complessa. A rompere il ghiaccio è stata Loreta Chenetti, poliziotta della Stradale di Belluno, che con Dialoghi sulla panchina racconta di come una badante ucraina e un ragazzo africano, pur nella loro diversità, vivano la stessa difficile condizione di chi si trova solo, lontano dagli affetti. Commovente storia d’amore quella narrata da Agnese Rizzo nel suo Greek ice cream dove, pur nella tragedia, è possibile rintracciare un segno di speranza. In La meta sperata, arrivare dove sembra impossibile di Chiara Sagnimeni si parla di due ragazzi, uno italiano l’altro straniero, svantaggiati dall’ambiente di nascita. I due si incontreranno e riusciranno a comprendersi grazie a una passione in comune, il basket, che diventerà il punto di partenza per il loro riscatto sociale. Ludovica Testa nel racconto Malik, utilizzando la tecnica del ricordo, segue fin da bambino la vita del protagonista, un ragazzo africano che affronta il viaggio della speranza vivendo un’esperienza che lo segnerà per sempre. Che rumore fanno le onde del mare è il titolo evocativo del racconto di Federica Cappiello che coinvolge tutti i sensi del lettore, immergendolo nell’ambiente della protagonista, una bambina dello Zimbabwe che sogna il mare e i colori. È stata poi la volta di Alessandra Grazioli che rende protagonista di Essere come gli altri un ragazzo indiano che ha avuto modo di osservare da vicino. Una storia ambientata in una nostra città, in un luogo che fa avvicinare due anime, quella dello straniero e quella di una bambina italiana. Il poliziotto della questura di Viterbo, Alessandro Maurizi ha chiuso le presentazioni dei racconti con Storia di Aylan, dove quello che impariamo dal protagonista, un esule siriano malandato e provato dalla vita, è di non fermarsi alle apparenze: spesso il degrado nasconde infatti storie complesse. Nella parte finale, con l’aiuto del dirigente del commissariato Esposizione, Filiberto Mastrapasqua, e dei suoi collaboratori Serena Gianangeli e Carmine Angelone, abbiamo creato un confronto tra la fantasia e la realtà quotidiana, scoprendo che il confine tra le due dimensioni è piuttosto sottile.

Il nostro Commissario
Venerdì 7, sempre nello spazio giovani delle Biblioteche di Roma, è stato presentato il libro della prima indagine del Commissario Mascherpa, La rosa d’argento. Il volume a fumetti, sceneggiato da Luca Scornaienchi con i disegni di Jonathan Fara, raccoglie le dieci puntate pubblicate mensilmente sulla nostra rivista e dei contenuti extra. Il Commissario di origine calabrese e la sua squadra hanno, infatti, ispirato il concorso PretenDiamoLegalità 2018 promosso dalla Polizia di Stato e dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Nella seconda parte del libro sono stati pubblicati i tre lavori migliori tra le centinaia di progetti che hanno reinterpretato l’indagine della nostra graphic novel. Alla presentazione hanno partecipato l’autore del Commissario Mascherpa Luca Scornaienchi e il dirigente del commissariato Esposizione Filiberto Mastrapasqua accompagnato da due suoi collaboratori, Gianluca Zanuzzi e Francesca Scuccimarro. Luca ha raccontato di come sia nato il personaggio, delle due settimane in cui ha seguito i poliziotti del commissariato di Castrovillari e della questura di Cosenza e di come la cosa più complicata sia stata creare una verosimiglianza facendo propri linguaggi e modalità operative della polizia. Prendendo spunto dall’introduzione al libro scritta dal procuratore del tribunale di Catanzaro, Nicola Gratteri, da sempre impegnato contro l’illegalità, è stato sottolineato come anche un fumetto possa parlare di lotta alle mafie per diffondere tra i giovani una cultura della legalità, affinché per loro diventi una naturale forma mentis. Nella sua prefazione il capo della Polizia Franco Gabrielli ha parlato di come il commissario e la sua squadra siano competenti, tenaci e soprattutto umani. Mastrapasqua ha ribadito come per un buon poliziotto sia non solo fondamentale la preparazione, ma anche possedere spiccate doti di empatia. L’incontro si è concluso con un vivace confronto tra gli investigatori di carta e quelli in carne e ossa dal quale è emersa l’importanza, per un lavoro come il nostro, del gioco di squadra e del saper amalgamare le specificità individuali in un’ottica collettiva. 

Grande successo di pubblico per lo stand di Poliziamoderna preso d’assalto da grandi e piccini. Gli ospiti potevano lasciarsi ispirare dalle tavole del Calendario 2019 della Polizia di Stato realizzate dai più famosi fumettisti italiani e scrivere un pensiero su coloratissimi post-it. A molti è piaciuta l’idea di combinare i regali di Natale con la solidarietà acquistando i nostri libri: Pagine migranti e La rosa d’argento. Ragazzi e insegnanti, attratti dalle pubblicazioni dei racconti vincitori del concorso letterario Narratori in divisa, si sono informati sulla prossima edizione e sulle modalità di parteciapzione. Dopo l’iniziale  sorpresa di trovare un fumetto alla stand della polizia, il Commissario Mascherpa, con il suo fascino da investigatore, ha attirato giovani e non solo che hanno voluto anche posare per una foto ricordo con il poliziotto di carta. La prima indagine di Mascherpa ha riscosso un grande successo e in molti ci hanno confessato di attendere con ansia la prossima della quale abbiamo svelato il titolo, Mare Nero, e il nuovo illustratore, Daniele Bigliardo, uno dei principali disegnatori di Dylan Dog. Ma la cosa più emozionante per noi è stata vedere tanti bambini avvicinarsi allo stand per salutare e ringraziare per il loro lavoro i poliziotti in divisa. Segno che la cultura crea prossimità.

 

Protagonista di un incontro con l’autore al nostro stand Emanuele Mùrino. Giornalista esperto di motori (scrive per Quattoruote) da diversi mesi collabora con Poliziamoderna curando la rubrica Le magnifiche 10, un campionario esposto lungo un percorso storico nel quale racconta le auto e la moto con la “divisa”. Durante la fiera ha presentato il libro fotografico Polizia e motori. La lunga strada insieme, curato per la Polizia di Stato, dove descrive capitolo per capitolo tutti i veicoli utilizzati nel corso degli anni dalla nostra Istituzione a partire dalle storiche Pantere di fine Anni ’50, passando dalle moto, ai fuoristrada, ai mezzi speciali, fino ad arrivare ai modernissimi veicoli elettrici. Chi  fosse interessato al volume  può rivolgersi al Museo delle auto della Polizia di Stato che si trova in un padiglione dell’ex Fiera di Roma, in Via dell’Arcadia 20 (tel. 06/5141861, e-mail: museoautopolizia@interno.it).

 

 

Cinque giorni intensi pieni di curiosità, entusiasmo e conoscenze. La presenza allo stand ci ha dato l’opportunità di tornare a casa con un bagaglio ricco di contatti umani, di suggerimenti e affetto – tra l’altro siamo riusciti a dare un volto a molti dei nostri affezionati lettori – e di ricevere illustri visitatori. La giornalista Rai Tiziana Ferrario (nella foto a sinistra) è passata al nostro stand e il conduttore televiso Pif non ha resistito alla foto ricordo con il Commissario Mascherpa (foto in basso). Anche quest’anno il capo della Polizia Franco Gabrielli è voluto essere uno dei primi a lasciare un post-it seguito dal giornalista Luciano Fontana (in alto). 

 

07/01/2019