Roberto Donini

Musica e parole per esserci

Al Parco della Musica l’occasione per l’abbraccio natalizio agli uomini e alle donne della Polizia di Stato tra memorie e speranze

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Overture e interludio  
La splendida sala Santa Cecilia ha accolto oltre 2mila persone per assistere al concerto Esserci sempre… con musica e parole, un evento per raccogliere i temi della legalità sviluppati durante l’anno, ricordare le tante vittime di stagioni terribili e prospettare nuovi impegni. Proprio ai familiari dei caduti e ai sopravvissuti alle stragi è andato il saluto più sentito del capo della Polizia Franco Gabrielli, che ha fortemente voluto l’iniziativa per ringraziare i poliziotti di tutt’Italia e le loro famiglie. Come sottolineato da Carlo Conti, presentatore della serata, la Banda della Polizia diretta dal maestro Maurizio Billi è stata la prestigiosa colonna sonora della serata, grazie all’esecuzione di alcuni brani del suo vastissimo repertorio come il travolgente duetto d’apertura America di West Side Story, con il tenore Aldo Caputo e il soprano Federica Balucani, o l’allegro interludio con il valzer 2 della Jazz Suite di Shostakovich.

Canzoni e memorie    
Da parte loro gli interpreti al di là del loro impegno canoro hanno voluto, in qualche maniera, sottolineare il loro particolare rapporto con la Polizia. Così Marco Masini dopo il suo successo d’epoca T’innamorerai ha voluto cantare Signor Tenente per ricordare insieme Giorgio Faletti e soprattutto l’indignazione che ispirò quel brano subito dopo la strage di Capaci. Allo stessa tragedia si ispira Per la Bandiera di Gaetano Curreri che insieme a Francesco Guccini decisero di fermarsi e scrivere quest’inno per offrire agli italiani un riferimento di fronte allo scoramento nel quale furono gettati quel tragico 23 maggio 1992.  Dopo aver cantato Un giorno mi dirai il cantante degli Stadio ha confidato che nel momento inaspettato della vittoria di questa sua canzone a Sanremo 2016, ha pensato a tre persone: suo padre, Lucio Dalla e, rivolgendosi alla vedova presente in sala, ad Antonio Montinaro capo scorta di Giovanni Falcone. Curreri ha spesso partecipato alle iniziative di Tina Montinaro, legate alla Quarto Savona 15, l’auto della scorta saltata in aria a  Capaci simbolo di dolore ma anche spunto per un ragionamento tra i giovani su mafie e legalità. Per Tina, come ci ha detto nel retropalco, questa sua militanza giornaliera rinnova certo la perdita insanabile ma schiude nuova solidarietà, quindi presenza. Anche Angelo Corbo, sopravvissuto alla strage di Capaci e ora attivo nelle scuole dice come sia importante che i ragazzi possano vedere da vicino qualcuno che loro ritengono un eroe per scoprire, invece, che si tratta di una persona normale, così come è  normale battersi per la legalità. Per Adriana Romiti, figlia di Mariano Romiti ucciso dalla Brigate Rosse nel 1979, la memoria può  fornire esempi e riferimenti cui rifarsi. 

La poesia delle donne    
Tornando sul palco Annalisa Minetti dopo l’interpretazione di Caruso di Lucio Dalla, confessa il suo amore per la Polizia, ispirato a quello del padre operatore della Stradale, e la sua intenzione di entrare nel Corpo frustrata, aggiunge con ironia, dai risultati della visita oculistica, avvenuta dopo aver superato tutte le altre prove. Francesco Renga canta Angelo, vincitore di Sanremo 2005, un pezzo che parla di protezione affettiva ma che si può pensare adatto al ruolo di protezione, di angelo custode, della polizia.  Noemi, interprete qui del pezzo Sono solo parole e protagonista, lo scorso anno, del concerto di artiste femminili “Amiche in Arena” ha introdotto il tema della violenza sulle donne, sul quale è tornata con grande forza Bebe Vio dal parterre tra i giovanissimi delle Fiamme oro, mentre Alex Britti, che ha cantato la sua bellissima Oggi sono io, ha raccontato l’episodio nel quale mise in fuga un uomo violento che picchiava una donna. 

Esserci    
Preparato il leggio e sospese le note, il momento più toccante della serata è stata la lettura della Lettera di Manfredi Borsellino al padre. Sotto le volte in legno progettate da Renzo Piano non volava una mosca e la voce di Luca Zingaretti ha scavato nell’anima di tutti quando ha concluso: «Caro papà, ogni sera prima di addormentarmi ti ringraziamo per il dono più grande, il modo in cui ci hai insegnato a vivere».  Da contrappunto alla grande emozione per Manfredi, funzionario di polizia seduto in sala (foto in alto), e per tutti i presenti, l’irruzione comica di Ficarra e Picone, che prima del loro skectch hanno potuto conoscere, seduti in platea, i loro omonimi poliziotti: il questore di Sassari Maurizio Ficarra e il dirigente del commissariato di Nola Pasquale Picone. Ficarra, comico, ha subito voluto rimarcare la sua superiorità gerarchica provocando il battibecco con Picone. L’armonia è stata ritrovata entrando nel clima delle prossime festività con il medley di brani natalizi intonati dal Coro delle voci bianche di Santa Cecilia mentre il saluto ufficiale è stato l’inno nazionale preceduto da La preghiera del poliziotto. Da lontano, invece, con l’ironia del grande saggio aveva già inviato il suo saluto affettuoso Andrea Camilleri «Cari colleghi, mi dispiace molto non poter essere con voi in questa giornata particolare. È difficile per me lasciare Vigata e il mio commissariato però vi assicuro, fuor di ogni scherzo, che il mio cuore e tutto il mio affetto e soprattutto la comprensione e il ringraziamento per il prezioso lavoro che ognuno di voi svolge quotidianamente, sono a me ben presenti. Con vera profondissima stima vi auguro un buon Natale e un sereno Anno nuovo. Vi abbraccio tutti uno per uno». ϖ

08/01/2018